Costa Concordia: un robot potrebbe evitare simili disastri

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Una settimana fa, si consumava la tragedia della Costa Concordia, ma ancora si lavora per cercare eventuali dispersi e per mettere in sicurezza l'enorme relitto, lungo 300 metri, largo 36 e alto oltre 50.

Centinaia di uomini sono all'opera, in una corsa contro il tempo, anche in senso metereologico visto che per il weekend si prevede maltempo. E la nave rischia di spostarsi dalla sua attuale posizione (si è già mossa di circa 10 centimetri) e di sprofondare nell'abisso sottostante.

E ci si chiede in che modo la tecnologia possa evitare che nel 2012 abbiano ancora luogo disastri di questo tipo. Nonostante radar, GPS e sofisticate dotazioni di bordo, le tragedie accadono. Ma un aiuto potrebbe essere fornito dalla robotica e precisamente dall'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha sviluppato un particolare robot in grado di muoversi proprio come un pesce, capace di rilevare la presenza di ostacoli anche a notevole distanza.

Il robot si chiama ANGELS (Anguilliform Robot With Electric Sense) e fa parte dell'omonimo progetto. Quest'ultimo, come si legge in una nota, ha l’obiettivo di "studiare l’interazione tra la morfologia del corpo di un sistema robotico e il suo comportamento mediante lo sviluppo e la realizzazione di piattaforme subacquee capaci di operare indipendentemente o di combinarsi in modo da costituire un unico robot che nuota in modo anguilliforme".

Ispirandosi alla morfologia di due tipi di pesci (gimnotidi e mormiridi), il robot sarà in grado di riconoscere oggetti e ostacoli oltre a stabilire una comunicazione tra singoli moduli.

Secondo i suoi realizzatori, Angels "potrà essere utilizzato in ambienti dove la visione – per la percezione – e le eliche – per la propulsione – non sono sistemi impiegabili a causa della presenza di acqua torbida, rifiuti industriali, alghe", o sulle navi da crociera per restare in tema.

Il progetto sarà presentato oggi in occasione della Robofesta che si svolgerà presso l’Istituto Professionale Statale "G. Fascetti".

Cesare Stefanini, responsabile scientifico del progetto ha spiegato: Con questi robot dotati di elettrodi è come se si costituisse una sorta di guscio virtuale intorno allo scafo della nave, nella sua parte sommersa, capace di individuare ostacoli in un raggio pari alla lunghezza della nave stessa. Il progetto e’ gia’ stato testato ed e’ perfino di facile industrializzazione qualora esistessero compagnie di navigazione disposte a fare investimenti sulla sicurezza anche in questo settore, capace di affiancare la gia’ esistente tecnologia sonar”.

Francesca Mancuso

Foto: Roberta Ragni

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