Tumore al pancreas: asportato grazie al robot Da Vinci

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È riuscito ad Arezzo un delicato intervento chirurgico grazie ad un robot, battezzato Da Vinci, che è stato programmato per effettuare una duodenocefalopancreasectomia, ovvero l’asportazione di un tumore alla testa del pancreas. L’intervento, durato sei ore e mezza e portato a termine il 2 Settembre scorso presso l’ospedale San Donato della cittadina toscana su un uomo di 69 anni, non ha causato alcuna complicazione sul paziente, che è stato dimesso dopo appena 4 giorni, per essere sottoposto quindi ai trattamenti chemioterapici adeguati al caso.

Non è il primo intervento di questo tipo, ma comunque uno dei pochi sia in Italia che nel resto del mondo, a causa della notevole complessità delle operazioni e della delicatezza della situazione clinica generale. La prima operazione fu eseguita comunque nel nostro paese, a Grosseto, nel 2004, da un’equìpe medica guidata da Pier Cristoforo Giulianotti, nella quale c’era anche Fabio Sbrana, oggi direttore del Dipartimento di Chirurgia dove è stata condotta questa duodenocefalopancreasectomia.

Altro importantissimo intervento del robot Da Vinci fu invece effettuato a Pisa, il primo trapianto di pancreas con tecnica robotica realizzato dal team di medici ed infermieri guidato da Ugo Boggi.

"Al robot non agisce una sola persona – tiene a precisare comunque Sbrana – perché se non si costituisce un sistema di professionisti esperti, in grado di supportare anche le richieste più difficili, l'attività di chirurgia robotica sarebbe poca cosa". La professionalità del centro è cresciuta sensibilmente negli ultimi tempi, ricorda il direttore: infatti, se alle fine del 2010 gli interventi eseguiti con il Da Vinci erano appena 33, al 31 Agosto di quest’anno ne erano stati effettuati 248.

Questo naturalmente proprio perché alla base c’è un’equìpe medica espertissima della patologia e delle tecniche chirurgiche tradizionali. “Lo posso dire anche con orgoglio e soddisfazione – sottolinea infatti Sbrana – qui si sono compiuti davvero dei passi da giganti. La preparazione dei chirurghi, ferristi, infermieri, anestesisti di Arezzo era molto elevata con le tecniche tradizionali e con la laparoscopia (tecnica chirurgica mini invasiva che consente di operare inserendo nell’addome del paziente una mini videocamera in grado di visualizzare ad alta definizione la zona da operare, N.d.R.), e questo ha consentito di utilizzare appieno, e adesso anche con interventi di altissima specialistica, il Da Vinci".

Questo successo, oltre a confermare l’ospedale San Donato di Arezzo un fiore all’occhiello per questo tipo di operazioni chirurgiche (i numeri sono ormai rapportabili ai centri con molta più esperienza alle spalle), costituisce un passo importante per la ricerca e una grande sorgente di speranza per i pazienti oncologici.

Roberta De Carolis

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