Esa: la realtà aumentata in aiuto degli astronauti

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I risultati di uno dei progetti di ricerca gestiti dall'Esa (European Space Agency) sembrano suggerire la possibilità, anche per il futuro più immediato, di dotare gli astronauti di alcune competenze mediche di base, nel caso in cui dovessero averne bisogno.

Lo strumento messo a disposizione degli astronauti si avvarrà di tecnologie di realtà aumentata. Si tratta in sostanza di questo: gli utenti sono dotati di un visore, collegato a un complesso sistema di diagnosi parzialmente automatizzato detto CAMDASS (Computer Assisted Medical Diagnosis and Surgery System). Tramite il visore, è possibile osservare, come sovrapposti agli oggetti reali, anche elementi di realtà virtuale. Ad esempio messaggi che informino sullo stato di salute della persona esaminata, o indicazioni su come procedere per la cura.

In particolare, allo stato attuale di sviluppo, CAMDASS consente anche a un astronauta sprovvisto di conoscenze mediche di condurre un esame basato su una sonda a ultrasuoni. La fase di diagnosi viene guidata, tramite messaggi visualizzati grazie al visore, confrontando i segnali rilevati con quelli tipici di diversi modelli umani.

Una volta rilevate tutte le informazioni necessarie, sarà fornito un suggerimento su come trattare il problema in esame, in una sorta di applicazione di telemedicina. Naturalmente, gli astronauti che utilizzeranno il sistema CAMDASS saranno sottoposti a un’intensa fase di training, in modo da poter sfruttare con efficacia le nuove informazioni a disposizione e diagnosticare eventuali malfunzionamenti. Per il futuro, oltre a un’estensione delle tipologie di esami realizzabili secondo il metodo indicato, si pensa anche all’adozione di tali strumenti in diversi scenari applicativi: pensiamo ad esempio a squadre di soccorritori.

Damiano Verda

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