Protesi stampate in 3D: la nuova mano di Shea

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La stampa 3D utile anche per ovviare a una malformazione agli arti. Questa è la commovente storia di Shea, una bambina di 9 anni nata senza le dita di una mano. Una menomazione che l'ha portata giorno per giorno a sperare in un miracolo.

Così, dopo il l primo esoscheletro robotico stampato in 3D e in grado di garantirle tutti i movimenti, la stampa tridimensionale fa un altro passo avanti.

Poco prima del Natale scorso, dopo aver visto su YouTube un video su alcune protesi di mani stampate in 3D, Shea decide di chiedere una protesi simile ai genitori. E a Babbo Natale.

La madre Ranee Stollenwerk comincia così la sua ricerca online e si imbatte in una community. Si tratta di E-Nable, una società di maker che costruisce e progetta protesi open source (i progetti, cioè possono essere utilizzati e modificati da chiunque e gratuitamente).

Quelli messi a punto da E-Nable sono arti meccanici in plastica le cui dita si muovono attraverso dei tendini di nylon. Non garantiranno una funzionalità al 100%, ma quanto meno queste protesi consentono afferrare gli oggetti. Ed è cosa non da poco, soprattutto per una bimba di 9 anni.

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In più, queste protesi sono particolarmente adatte ai bambini, che potranno stampare una nuova mano quando quella vecchia non andrà più bene o saranno cresciuti.

Il gruppo E-Nable ha messo in contatto la madre di Shea con il Makerspace locale di Milwaukee, di cui fa parte Frankie Flood, professore associato all'Università del Wisconsin-Milwaukee. Flood ha subito avviato i lavori, partendo da alcuni dei disegni disponibili online, tra cui l'originale ROBOHAND e il Cyborg Beast. Ed è così che a febbraio scorso Shea ha provato per la prima volta la sua nuova mano, stampata nei suoi colori preferiti.

Frankie sta ora lavorando per rendere la mano 3D stampata, nota ormai come "Mano di Shea", disponibile online gratuitamente. I costi totali per fare la mano di She si aggirano al di sotto dei 50 dollari.

Di recente, un'altra iniziativa aveva portato le stampanti 3D alla ribalta in quest'ambito. Grazie al "Project Daniel", è stato realizzato un braccio artificiale da 100 dollari che aiuterà i mutilati di guerra in Sud Sudan.

Germana Carillo

Foto: 3dprinter.net

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