nanotubi_carta

Sono stampati con un getto di inchiostro su carta, ma non sono libri, né racconti, ma sensori di ordigni esplosivi: è l’invenzione dei ricercatori del Georgia Institute of Technology (Usa), i quali sono riusciti a riversare su un foglio di carta dei nanotubi di carbonio rivestiti di materiale sensibile a componenti tipiche degli esplosivi, rendendo possibile, inoltre, la rilevazione in modalità wireless. L’oggetto, se perfezionato, potrebbe diventare parte integrante delle strumentazioni in dotazione alle forze dell’ordine come sensore di ordigni esplosivi.

nuovo_materiale

La scoperta preannuncia già importanti risvolti sia in campo medico che militare. Un gruppo di ricercatori dell'Università della Georgia ha creato un nuovo materiale in grado di irradiare luce infrarossa dopo un'esposizione all’energia solare di soli pochi brevi attimi. Un minuto, per l'esattezza. E, inoltre, la luminosità emessa sarebbe percepita in condizioni di oscurità per le successive due settimane.

materiale_leggero

Pensavamo che non esitesse nulla più leggero dell’aerogel o del thermocol (una sorta di polistirolo prodotto dalla Dow Chemical), e invece i ricercatori di California Institute of Technology e Università della California, guidati dai laboratori privati dell’Hrl (Usa) hanno messo a punto il materiale più leggero del mondo, più leggero di tutti quelli finora conosciuti, costituito dal 99.99 per cento d’aria. Il progetto è stato finanziato dalla Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa), l’ente federale statunitense che finanzia le ricerche di nuove tecnologie militari. Ha preso parte al progetto anche il giovane italiano Lorenzo Valdevit, di Trieste.

nanosensore

Come rivelare la presenza di molecole spia di malattie o ancora di sostanze inquinanti? O ancora, come capire velocemente se nel sangue sono presenti sostanze dopanti? Ci ha pensato un team di ricerca del Dipartimento di Nanostrutture dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova in collaborazione con il Bionem Lab dell'Università Magna Grecia di Catanzaro. Grazie ad un nanosensore laser, infatti, gli esperti sono riusciti a trovare tracce infinitesimali di diverse sostanze, altrimenti non facilmente rintracciabili.

dnavirus

L’acido desossiribonucleico, comunemente conosciuto come DNA, contiene al proprio interno le informazioni che corrispondono al codice genetico di ogni individuo. Straordinario pensare come tale molecola sia in grado di replicare se stessa, al punto da creare strutture biologiche estremamente complesse. Ancor più curioso, forse, osservare come questa caratteristica sia comune a un altro soggetto biologico, in questo caso estremamente pericoloso per l'uomo: il virus.

computer_futuro

Il computer del futuro? Avrà i circuiti in grado di autoconfigurarsi, cambiando le proprie funzioni in base alle contingenze. Ancora una volta i nanomateriali sono i protagonisti della tecnologia del futuro. Realizzata ad opera di un gruppo di scienziati della Northwestern University, questa nuova tipologia di nanomateriale è in grado di direzionare i flussi di corrente elettrica.

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