Il legno diventa trasparente: ecco come sarà il materiale del futuro

Legno trasparente

Legno trasparente: è nato un nuovo materiale, che contiene in sé sia la resistenza che la trasparenza alla luce. Liangbing Hu e il suo team, dell’Università del Maryland, hanno rimosso dal legno la lignina, la molecola che lo rende rigido e di colore scuro, lasciando le strutture di cellulosa incolori, e riempiendo il tutto con resina. Il risultato è un legno quasi trasparente, con possibili molteplici applicazioni.

Nel materiale così ottenuto è possibile osservare il floema e lo xilema, i due tessuti che nei vegetali hanno il compito di trasportare le sostanze nutritive, la linfa grezza nel caso dello xilema, la linfa elaborata nel caso del floema. Gli scienziati sono riusciti proprio a vedere i canali allineati verticalmente e le sostanze essere trasportate su e giù nel legno.

Molte le applicazioni. “Può essere utilizzato nelle automobili quando il legno è realizzato sia trasparente che con alta resistenza - ha spiegato Mingwei Zhu, co-autore del lavoro e professore dell’Università del Maryland - Si potrebbe anche usare come eccezionale materiale da costruzione.

Ma non solo. Si possono pensare impieghi anche nel campo delle energie rinnovabili. Infatti, sostengono gli autori, il materiale potrebbe integrare i pannelli solari del futuro, fungendo da trappola per la luce per un immagazzinamento di energia più a lungo termine di quanto si riesca a fare attualmente.

Eliminare la lignina significa togliere la componente che rende il legno opaco. Ma i ricercatori hanno tentato anche altri interventi per aumentarne la resistenza, per esempio aggiungendo resina epossidica, un polimero termoindurente, usato spesso con questo scopo.

In questo modo si ottiene un materiale con resistenza pari a 4-6 volte quella originale, rendendolo potenzialmente utile in settori dove tale proprietà è particolarmente richiesta, come quello automobilistico.

Attualmente non ci sono previsioni di sviluppo sul mercato, ma le premesse sembrano incoraggianti.

Il lavoro è stato pubblicato su Advanced Materials.

Roberta De Carolis

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