Vaccini: il futuro è di seta

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I vaccini potranno essere conservati e protetti dal calore grazie alle proteine della seta. Lo ha scoperto un team di ricerca della School of Engineering della Tufts University di Boston finanziati dal National Institutes of Health.

I vaccini e gli antibiotici hanno spesso bisogno di essere refrigerati per evitare l'alterazione delle loro strutture chimiche. Il calore può danneggiarli e a volte renderli meno potenti o addirittura inefficaci. Per fare in modo che le loro molecole bioattive possano essere preservate gli esperti della Tuft University hanno utilizzano le proteine della seta. In questo modo, sono stati in grado di proteggere e stabilizzare sia i vaccini che gli antibiotici, anche conservandoli a temperature superiori di quelle raccomandate e per periodi di tempo molto più lunghi.

Mantenere farmaci alle basse temperature dalla produzione fino al loro impiego nel trattamento è un processo costoso, che rappresenta ben l'80 per cento del prezzo delle vaccinazioni. La necessità di una catena del freddo è stata una difficoltà concreta per gli operatori sanitari, le organizzazioni umanitarie, gli scienziati e le aziende farmaceutiche, soprattutto in contesti in cui l'elettricità è limitata.

La ricerca è stata fatta su un vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e due antibiotici che sono stati in grado di mantenere la loro efficacia a temperature superiori a 100 gradi per due settimane. E tutto grazie all'aggiunta di alcune molecole contenute nella seta. Senza tali stabilizzatori naturali, il calore ha alterato l'efficacia di tali farmaci in meno di un giorno.

"La catena del freddo rappresenta una seria limitazione alla distribuzione della terapia" spiega Davida Kaplan, responsabile dello studio. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove essa è difficile da mantenere. L'uso della seta è già stato approvato dalla Food and Drug Administration per alcuni usi medici.

"Pensate ad un cerotto con piccole punte piccoli. Quando lo mettete sulla pelle, penetra la pelle solo attraverso lo strato esterno senza fare male", dice Kaplan. Secondo l'esperto, si potrebbero somministrare farmaci come quelli anti Aids e vaccini senza preoccuparsi dell'esposizione alle alte temperature durante la loro distribuzione.

Lo studio è stato pubblicato su Pnas.

Francesca Mancuso

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