Olympicene: la molecola delle olimpiadi più piccola del mondo

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Anche le olimpiadi avranno una loro molecola, l'olympicene. È stata infatti creata la più piccola struttura a 5 anelli. Realizzata dall'IBM Zurich Research insieme all'University of Warwick e alla Royal Society of Chemistry Scientists (RSC), la creazione è circa 100mil volte più sottile di un capello umano.

Utilizzando una particolare combinazione di tecniche di sintesi chimica e una serie di tecniche di imaging, gli scienziati sono riusciti a realizzare l'olympicene, la cui struttura a cinque anelli è stata iscritta al ChemSpider, il database libero dell'RSC.

"Mentre scarabocchiavo su un foglio durante una riunione di pianificazione, mi venne in mente che una struttura molecolare a tre anelli esagonali con altri due di cui sopra, sarebbe stata una interessante sfida 'sintetica'", ha detto il professor Graham Richards, membro del Consiglio dell'RSC.

La prim 'bozza' della struttura della molecola è stata ottenuta usando un microscopio a effetto tunnel (Stm), uno strumento usato per il rilevamento di superfici a livello atomico, in seguito associato ad una tecnologia di precisione, ossia un microscopio a forza atomica.

"Accanto alla sfida scientifica legata alla creazione dell'olympicene in laboratorio, ci sono alcuni seri motivi pratici per lavorare con le molecole di questo tipo", ha detto il dottor David Fox, dell' University of Warwick.

Il composto è formato da un singolo strato di grafene, caratterizzato da interessanti proprietà elettroniche e ottiche. “Per esempio questi tipi di molecole possono offrire un grande potenziale per la prossima generazione di celle solari e fonti di illuminazione high-tech come i LED” spiegano gli esperti.

Per realizzare l'olympicene l'IBM Zurich Research ha analizzato la struttura chimica dell'olympicene con una risoluzione senza precedenti utilizzando una tecnica complessa, nota come “microscopia a forza atomica senza contatto”. Grazie a tale tecnica gli scienziati IBM hanno immortalato una singola molecola di olympicene di soli 1,2 nanometri di larghezza.

Questa tecnica però non è recente, ma fu pubblicata su Science nell'agosto del 2009.

Francesca Mancuso