Creato il microscopio che osserva le cellule 'dal vivo'

microscopio cnr

Guardare con una precisione senza precedenti cosa accade nel mondo dell'infinitamente piccolo. A riuscirci, con successo, è stata la nuova tipologia di microscopi realizzata dai ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e Pisa, dell'Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa e della Scuola Normale Superiore.

Strumenti sempre più precisi e capaci di vedere in dettaglio il comportamento di virus o funzionalità di proteine attualmente invisibili agli strumenti in uso e quindi mai osservati prima all'interno della cellula. Un passo avanti non da poco non solo per la biologia cellulare ma soprattutto per la diagnostica medica.

I nuovi supermicroscopi hanno una risoluzione molto più elevata rispetto agli attuali dispositivi ottici basati sul metodo confocale. Il metodo – che ha già permesso di mettere a fuoco le particelle virali del virus dell’epatite B (caratterizzate da un diametro di 50 nanometri), - potrebbe offrire nuove possibilità al campo diagnostico ad alta precisione misurando, oltre alle immagini, le dinamiche di singole proteine e macromolecole.

Il nuovo supermicroscopio utilizza una tecnica che permette di seguire il movimento delle molecole all'interno della cellula (pCF) con un'altra di “super-risoluzione”, chiamata STED, con la quale è possibile ottenere immagini con un dettaglio inferiore a 100 nanometri, superando i consueti limiti di risoluzione delle microscopia ottica che si fermano a 200 nanometri.

Vedere per poter credere è di grande supporto in una diagnosi medica ed è fondamentale quindi l’attendibilità e la precisione delle immagini prodotte”, spiega il Prof. Alberto Diaspro, “I risultati raggiunti con questo nuovo metodo sono di grande aiuto, togliendo quel velo di nebbia che peggiorava le immagini formate dal microscopio confocale convenzionale”.

Per la prima volta abbiamo osservato, con un dettaglio spaziale mai ottenuto, la capacità di spostarsi e la velocità delle molecole all’interno di una cellula viva, e sorprendentemente sono apparse interazioni mai viste in precedenza. Il nostro metodo ha straordinarie implicazioni in ambito diagnostico perché rivela in tempo reale funzioni e possibili disfunzioni della cellula”, ha aggiunto Ranieri Bizzarri.

Francesca Mancuso

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