Facebook: scoperto l’algoritmo che prevede se una foto/video diventera' virale

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Facebook ha da poco compiuto 10 anni. Con il passare del tempo, il numero dei suoi utenti è aumentato notevolmente. Complici le continue innovazioni, il noto social network piace e attira sempre più utenti, interessati a condividere stati e album fotografici con gli amici. E, a proposito di album e foto, quando una persona condivide un'immagine è davvero impossibile o quasi predire se diventerà virale. Ma i ricercatori di Stanford hanno condotto uno studio che li ha portati a carpire il segreto delle foto e dei video virali.

Studiando delle vere e proprie "cascate" - così i ricercatori hanno soprannominato i post più condivisi - sono riusciti a individuare ciò che sarebbe diventato virale e ciò che invece sarebbe rimasto nell'oscurità in base alla velocità con cui sono condivisi.

Secondo i dati forniti dagli scienziati, solo 1 post su 20 viene condiviso almeno una volta. E solo 1 su 4mila ottiene più di 500 condivisioni, acquisendo una certa popolarità. Va fatto invece un discorso diverso per i post virali, che sono difficilmente quantificabili. " molto difficile - spiega Jure Leskovec, professore assistente di matematica - quantificare il numero di condivisioni che rende una foto o un video virale. Uno dei migliori esempi, quando si parla di fenomeni virali è 'Gangnam Style', che però è un caso singolare - conclude - in quanto il video di YouTube ha raggiunto 2 miliardi di visualizzazioni".

L'ALGORITMO - Analizzando 150mila foto e video di Facebook, ognuno dei quali era stato condiviso almeno cinque volte, gli scienziati hanno cercato le variabili che potrebbero aiutarli a prevedere la velocità con cui le foto verranno condivise e il numero stesso di condivisioni. Dopo questa attenta osservazione il team di Stanford è riuscito a elaborare un algoritmo che riesce a decifrare la viralità di un post. Ovviamente l'attendibilità dei dati rivelati da questo procedimento matematico diventa più precisa con l'aumentare del numero di condivisione della foto o del video. Ad esempio se una foto viene condivisa un centinaio di volte, il tasso di precisione dell'algoritmo si avvicina all'88%, il che non è poco.

Ovviamente, un dato che può aiutare l'algoritmo ad essere il più veritiero possibile è la modalità di diffusione del post, quindi la tipologia di diffusione che può avere ossia se verrà condiviso all'interno di una cerchia di amici oppure all'interno di un gruppo o di una pagina. Inutile dirlo, le foto condivise in luoghi con un maggior numero di utenti, come gruppi o pagine, sono quelle destinate a diventare più popolari.

A questo, i ricercatori aggiungono che una foto/video per diventare virale, deve piacere agli utenti a cui viene proposta. Di conseguenza molto del successo che può avere un post dipende dal luogo in cui è condiviso. Per rendere meglio il concetto, Leskovec fa un esempio: se si condivide la foto di un gattino buffo su una pagina di ricercatori non avrà alcun seguito, se invece la condivido su di una pagina di animali le condivisioni balzeranno a livello altissimi.

Italia Imbimbo

Foto: stanford.edu

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