IBM: un bit in 12 atomi

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Un bit potrà essere contenuto in soli 12 atomi. Un altro passo avanti nel settore della memorizzazione dei dati. Grazie al lavoro dei ricercatori dell'Almaden Research Center dell'IBM, la miniaturizzazione dei supporti per la memorizzazione farà passi da gigante.

In particolare, gli scienziati dell'IBM hanno dimostrato con successo che è possibile memorizzare le informazioni in meno di 12 atomi magnetici, dimensioni inferiori rispetto alle unità disco di oggi, che utilizzano circa un milione di atomi per memorizzare un singolo bit di informazione. Chiara la proporzione?

Per rendere sempre più piccoli i nostri computer e tutti gli altri dispositivi mobili, i ricercatori hanno pensato di manipolare la materia nelle sue componenti di base, gli atomi, creando una nanomemoria, in grado di immagazzinare il bit, ossia l'unità minima di informazione in una formazione di soli 12 atomi di ferro e dunque un pacchetto di 8 bit (byte) in 96 atomi.

Adottando un approccio innovativo partendo dalla più piccola unità di memorizzazione dei dati, l'atomo, gli scienziati hanno così dimostrato che può avere luogo una memorizzazione magnetica almeno 100 volte più efficiente rispetto a quella attuale.

Ciò significa anche che le future applicazioni delle nanostrutture costruite atomo per atomo, come quella nata nei laboratori IBM, potrebbe permettere in un futuro non troppo lontano di memorizzare una quantità di informazioni 100 volte maggiore nello stesso spazio.

L'innovativo sistema di memorizzazione è stato sviluppato attraverso una tipologia particolare di magnetismo, chiamato “antiferromagnetismo”.

"L'industria dei chip continuerà la sua ricerca della scala incrementale nella tecnologia dei semiconduttori, ma nei componenti continuerà a restringersi fino ad arrivare al punto inevitabile fine: l'atomo. Noi stiamo adottando l'approccio opposto, partendo proprio dall'unità più piccola, i singoli atomi, per costruire dispositivi di elaborazione di un atomo alla volta ", ha spiegato Andreas Heinrich, a capo della ricerca, in una nota.

La scoperta è stata pubblicata su Science.

Francesca Mancuso

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