Supercomputer: pronti a prevedere le guerre?

Hal_9000

Quali sono le potenzialità e i limiti di un calcolatore? La domanda appassiona e intriga numerosissimi addetti ai lavori e non solo, dando vita addirittura ad alcuni specifici filoni di ricerca dedicati proprio a determinare i contorni, sempre più ampi, delle attività che possono essere svolte da un computer.

Ogni anno, ad esempio, si svolge il Loebner Prize: un gruppo di persone comunica, tramite chat, con uno sconosciuto, per diversi minuti. In seguito, a ogni persona viene chiesto se ritiene di aver conversato con un altro essere umano o con un chatbot, ovvero un programma di risposta automatica. Secondo Turing, uno dei padri dell’informatica, se una macchina fosse in grado di ingannare un umano in un test così strutturato, sarebbe corretto definirla in qualche modo intelligente.

A giudicare dai risultati, la realizzazione di una macchina pensante come Hal9000, il computer immaginato da Stanley Kubrick nel suo 2001:Odissea nello spazio è ancora lontana ma i miglioramenti, di anno in anno, sono sensibili, così come sensibile è il progressivo incremento delle capacità di calcolo e di elaborazione, che consentono di trattare temi sempre più complessi con l’ausilio di calcolatori.

Molti ricercatori ad esempio si sono concentrati sulla realizzazione di algoritmi che consentano, in una qualche misura, di prevedere l’andamento macroeconomico in un certo periodo e in una certa area, forniti in ingresso tutti i dati di interesse.

Il recente articolo di Kalev Leetaru (ricercatore dell’università dell’Illinois) pubblicato da First Monday pone invece l’accento su dinamiche di tipo sociale. Sulla base di un’approfondita e automatizzata analisi linguistica degli articoli di giornale pubblicati negli ultimi 50 anni negli Stati Uniti e negli ultimi 25 anni globalmente, Leetaru sviluppa algoritmi che siano in grado di raggruppare civiltà simili e di definire in una qualche misura la natura delle relazioni internazionali. Tenere sotto osservazione l’andamento delle principali variabili potrebbe consentire di individuare per tempo l’incrinarsi di alcuni rapporti tra nazioni, intervenendo quindi prima che la situazione possa degenerare fino al conflitto.

Damiano Verda

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