Mappa genetica: presto sullo smartphone con l'app GenoDroid

dna genodroid

Mettere al sicuro il proprio genoma? Per farlo basta un'applicazione chiamata GenoDroid creata da un team del laboratorio di Xerox PARC a Palo Alto, in California. In un futuro non troppo lontano, ognuno potrà avere sempre con sé una copia criptata del proprio genoma, con la certezza che il DNA non cada nelle mani sbagliate.

Qual è l'utilità? Avere sempre a disposizione e in formato digitale i nostri profili genetici permetterebbe di accedere ad una grande varietà di servizi di medicina personalizzata. Ad esempio potremmo ottenere una prescrizione per avere farmaci 'su misura'. L'idea alla base di Genodroid è frutto del lavoro di un team guidato da Emiliano De Cristofaro che ha tentato di trovare un modo per far sì che la gente possa portare con sé in tutta sicurezza le informazioni personali memorizzate nel genoma.

Al momento, avere la mappa del proprio DNA non è proprio alla portata di tutti, ma non è escluso che in futuro sapere vita morte e miracoli del proprio genoma possa diventare davvero comune. A questo stanno puntando gli esperti di Palo Alto, visto che negli Stati Uniti per avere la propria mappa genica bastano al momento 300 dollari.

Di recente, la Commissione presidenziale degli Stati Uniti per lo studio delle questioni bioetiche ha chiesto garanzie sulla privacy per questo settore di attività. Così De Cristofaro e i colleghi della University of California Irvine, hanno cercato di elaborare una nuova politica di crittografia, creando Genodroid.

Come funziona? Quando l'applicazione ha bisogno di testare il genoma in un database, solo la sezione dedicata del DNA viene decodificata e confrontato online utilizzando l'algoritmo di prova. In questo modo, qualsiasi attacco potrebbe compromettere solo un piccolo tratto di DNA. Il team adesso sta effettuando altri test sulle capacità di Genodroid, tra cui uno riguardante la compatibilità dei donatori di organi.

Il genoma digitale rivela un tesoro di dati molto personali e le informazioni sui vostri fratelli e la progenie attuale o futura”, ha spiegato De Cristofaro. “Tuttavia, questi progressi meravigliosi e le prospettive sono legate all'ordine del giorno a gravi rischi per la privacy”.

Simon Davies, esperto londinese del controllo della privacy, avverte però che se da una parte la tecnologia dovrebbe essere accettata, dall'altra occorre farlo con cautela: "Questa piattaforma crittografica rischia di creare un canale di comunicazione universale per la domanda genetica” fornendo informazioni ad esempio alle “compagnie di assicurazione a cui preferiremmo non dare ai nostri dati”.

Il team però ha anche reso il codice open source.

Francesca Mancuso

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