Cnr, Microscopio 3D: pronto per la diagnosi e la cura dei tumori

microscopio3d

Si chiama Cat ed è il nuov microscopio 3D messo a punto presso i laboratori Nnl dell'Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nano) di Lecce. Un microscopio che fa per tre, dicono i ricercatori, che sarà dedicato alla nanomedicina e allo studio dell'efficacia dei nano-farmaci contro i tumori.

Cat, presentato oggi, nasce dall'integrazione di tre differenti strumenti di ultima generazione: un microscopio confocale laser, un microscopio a forza atomica e un microscopio a riflessione interna totale in fluorescenza, in grado di restituire una vista tridimensionale delle cellule.

Tale strumento, proprio per la sua estrema precisione, sarà utile per testare i nuovi nano-farmaci sulle cellule tumorali e osservare da vicino e in maniera tridimensionale la loro risposta. “Uno degli obiettivi è studiare l’efficacia di alcune nano capsule 'costruite' nei nostri laboratori ingegnerizzando specifici materiali, capaci di somministrare farmaci direttamente alle cellule malate in quantità minime, tali da ridurre effetti collaterali e preservare le cellule saneha spiegato Stefano Leporatti, ricercatore Cnr e responsabile dello strumento il ricercatore.Cat verrà usato anche per studi diagnostici grazie alla sua capacità di misurare l'elasticità della membrana cellulare, che è una sorta di 'marker' tumorale: cellule sane e malate hanno infatti una differente elasticità, che dipende dalle proteine coinvolte nel citoscheletro”.

Lo strumento potrà quindi avere una duplice utilità. Non solo sarà in grado di verificare da vicino l'efficacia dei farmaci ma, attraverso la misura dell'elasticità della membrana della cellula potrebbe essere in grado di diagnosticare un tumore fin dalle sue prime fasi.

Si tratta del primo esemplare in Italia e in Europa a svolgere questo compito: “È come avere tre punti di vista della cellula: dall'esterno, dall'interno e dal basso. Il microscopio confocale permette di studiare il volume della cellula, quello a forza atomica visualizza i dettagli della superficie e può letteralmente 'tastare' la membrana cellulare, il microscopio a riflessione mostra come la cellula aderisce al supporto, un dato importante legato alla vitalità cellulare” continua Leporatti.

Un'eccellenza tutta italiana che in futuro potrebbe rivelarsi davvero utile nella diagnosi. "Questo strumento ci permette di fare ricerca ancora più multidisciplinare perché integra le competenze di fisici, biologi e biotecnologi che lavorano insieme nei nostri laboratori", ha detto Lucia Sorba, direttore dell'Istituto nanoscienze Cnr. “Abbiamo già avviato collaborazioni con istituzioni prestigiose, tra cui l'Istituto nazionale tumori di Milano tramite progetti Airc comuni, il Max Planck Institute di Potsdam in Germania e la Lousiana Tech University negli Usa”.

Francesca Mancuso

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