La biologia sintetica porterà a nuovi vaccini?

Nuovi_vaccini

Alcuni studenti della Johns Hopkins University di Baltimora, con a capo il biologo Jef Boeke, hanno comunicato di aver prodotto ed inserito con successo in un lievito due grossi segmenti di cromosoma, a cui hanno aggiunto un sistema per rimescolare i geni, simulando i processi necessari per l'evoluzione. Un altro passo avanti per la biologia sintetica.

L’interesse per questa nuova branca della scienza esplose nella scorsa primavera, quando vennero pubblicate alcune ricerche del noto scienziato Craig Venter, che affermò di aver “creato la prima forma di vita artificiale. Il responsabile della Sezione di biologia molecolare del Cersa di Lodi, Vittorio Sgaramella, ha però spiegato che “creazione in questi casi è un termine che può trarre in inganno: quello che Venter ha eseguito in realtà è una decodifica gene per gene della sequenza di DNA del Mycoplasma mycoides, un microorganismo molto semplice. Successivamente, Verner ha riprodotto la sequenza genica, montando pezzo per pezzo in laboratorio i segmenti di DNA, che hanno una lunghezza massima dovuta ad un limite dell’attuale tecnologia”.

Attualmente, infatti, non è possibile riprodurre qualsiasi tipo di organismo. Il DNA ottenuto era stato poi impiantato in una nuova cellula di micoplasma, privata del suo DNA originario, che è riuscita a replicare tutte le funzioni e i comportamenti del microorganismo originario, proprio come avviene in natura.

Non si tratterebbe dunque di una nuova forma di vita, ma di una sua imitazione. Secondo Sgaramella gli scienziati non sono ancora in grado di inventare nuove sequenze geniche imprimendogli comportamenti precisi e noti a priori. Tuttavia, il risultato ottenuto dagli studenti di Baltimora è notevole, perché l’esperimento è riuscito su un organismo più complesso del Mycoplasma Mycoides di Venter.

Questo batterio, inoltre, è ampiamente usato in biotecnologia, e ciò fornisce un grande supporto agli scopi principali della biologia sintetica, come sperimentare nuovi vaccini, utilizzare le biotecnologie nella cura e nella prevenzione delle malattie ed affrontare le grandi sfide dell’esaurimento delle risorse energetiche o dell’inquinamento.

Antonino Neri

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