Zanzare: arriva ZanzaMapp, l'app per localizzarle

Zanzamap

Zanzare: arriva l’estate. Per trovarle potremo usare ZanzaMapp, l’applicazione che localizza gli insetti più odiati, in modo da evitarli. L’app infatti, grazie alle segnalazioni degli utenti, creerà una mappa delle aree più infestate. La trovata, frutto dell’ingegno di un gruppo di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma, è disponibile per ora come web app e su Google Play.

“Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. L’aforisma, attribuito al XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, risulta quanto mai veritiero nelle notti di primavera e d’estate, quando l‘umidità favorisce la riproduzione di questi insetti, la cui puntura è indolore ma molto pruriginosa, e che risultano particolarmente molesti quando si avvicinano al nostro orecchio mentre dormiamo.

Possiamo naturalmente ipotizzare che alcuni luoghi e alcune situazioni possano essere più a rischio, come le zone prossime ad acque stagnanti o a luci artificiali. Tuttavia non possiamo dire con certezza se e dove saremo certamente esposti, soprattutto quando magari utilizziamo tutte le precauzioni possibili.

Da questo l’idea dei ricercatori de La Sapienza: raccogliere tutte le informazioni possibili dagli utenti, invitandoli a fare un breve test sul web sulla quantità di zanzare osservate, la fascia oraria, il luogo, etc., in modo da costruire la “mappa delle zanzare”. Un po’ come la mappe dei navigatori si costruiscono con i dati GPS.

Sul sito si possono poi segnalare le disinfestazioni, in particolare data, ora e prodotti utilizzati, con l’obiettivo di incrociare i dati con quelli della presenza di zanzare e rilevare quindi gli interventi davvero utili. Si può anche disegnare l’area della disinfestazione. Non potevano poi mancare le informazioni sulle zanzare, la loro vita, le loro abitudini.

L’applicazione è una multipiattaforma, per ora disponibile come una web app e su Google Play, ma gli autori però puntano ad averla presto anche, Apple Store e Windows Store, e soprattutto a integrare le segnalazioni dei “malcapitati” con i dati degli enti locali. E' comunque possibile già provarla.

E così potremo evitare il fastidioso zzzzzzzzzzzz

Roberta De Carolis

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