Dove nasce l'amore? Cervello mappato grazie a uno scanner

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Lo scanner dell’amore. È quello che gli scienziati potrebbero aver sperimentato, ovvero il modo di mappare l'innamoramento nel nostro cervello. L’innovativa quanto entusiasmante rivelazione si deve ad un team cinese, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers of Human Neuroscience.

I ricercatori cinesi hanno scoperto che una dozzina di aree del cervello potrebbero essere coinvolte nel fenomeno dell’innamoramento. Per giungere a tale conclusione, ci si è avvalsi di una risonanza magnetica funzionale (fMRI) il cui compito è stato quello di misurare l'attività cerebrale individuando i cambiamenti nel flusso sanguigno. Sono state in tal modo esaminate le scansioni cerebrali di uomini e donne che si sono dichiarati innamorati. E, in seguito, queste sono state confrontate con le scansioni relative a persone che stavano per innamorarsi o che non lo erano mai state.

Una zona del cervello, il nucleo caudato, sembra occuparsi delle storie d'amore, dal loro sbocciare al loro possibile sfiorire. Secondo lo studio, condotto dal professor Xiaochu Zhang dell'Università di Scienza e Tecnologia di Hefei, in Cina, vi sarebbe anche un’attività incrociata tra i neurotrasmettitori delle diverse regioni interessate. "Il nostro studio fornisce la prima evidenza delle alterazioni dell’amore correlate all'architettura sottostante del cervello ed i risultati hanno gettato nuova luce sui meccanismi dell'amore romantico", spiega il professor Zhang Xiaochu.

Cosa è “questa cosa chiamata amore”, dunque? Citando scrittori e poeti dei secoli precedenti o gli adolescenti tormentati che si pongono la stessa domanda con altre sfumature, la questione di che cosa sia esattamente questo sentimento ha turbato le menti di molti. Oggi, ricondurre il tutto ad una zona del cervello dopo averne ricavato una vera e propria mappa sembra alquanto sui generis. Ma tant’è.

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Abbiamo visto, infatti, come una risonanza magnetica abbia evidenziato i cambiamenti nel flusso sanguigno, mostrando come l'amore, alla fine, non sia altro che un cocktail di sostanze chimiche che invia messaggi da una regione cerebrale all'altra. Uno studio decisamente interessante riguardo uno degli organi più complessi che ci riguardi. E al quale da oggi e sino al 22 marzo è dedicata un’iniziativa promossa da Brain Awareness Week e, a livello internazionale, dalla European Dana Alliance for the Brain in Europa. La Settimana Mondiale del Cervello in Italia è promossa, invece, dalla Società italiana di neurologia. L’evento interessa enti ed associazioni che ruotano attorno allo studio del cervello e delle sue malattie e disturbi.

Ma alla luce dello studio cinese, è lecito porsi un’altra domanda, anche questa abbastanza nota: l’amore nasce dal cuore o dal cervello? Rimaniamo in attesa di un altro studio che risponda a questo eterno quesito.

Federica Vitale

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