La tecnologia ci rende stupidi? Ecco gli effetti negativi sul nostro cervello

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Siamo soliti pensare che gli iPhone, i computer e i social network siano la prova del progresso della nostra civiltà. E in fondo lo sono: un uso moderato di queste tecnologie può essere sicuramente un ottimo allenamento per il nostro cervello, molte applicazioni infatti possono aumentare la funzione e l'attività cerebrale. Tuttavia, i progressi tecnologici portano con se anche conseguenze indesiderate.

Ne è convinto Michael Merzenich che l'ha spiegato bene nel suo libro The Shallows: What The Internet Is Doing To Our Brains, nominination ai Pulitzer nel 2011. Nel suo libro lo scienziato avverte dei pericoli legati alla tecnologia e degli effetti che essa ha sull'intelligenza umana.

Abbiamo facile accesso ad una quantità senza precedenti di informazioni. Ma un crescente numero di evidenze scientifiche suggerisc anche che le tecnologie ci stanno lentamente trasformando in pensatori occasionali e superficiali, mettendo in disordine le nostre capacità cognitive.

In che modo? Vediamo qualche esempio:

1. La tecnologia fa perdere il sonnoRecenti studi hanno dimostrato che la luce blu dgli schermi di computer, tablet e smartphone, ha un effetto molto potente sul nostro orologio biologico e prevale sulla luminosità naturale nel guidare i nostri ritmi. Infatti, nel nostro sistema visivo i recettori per la proteina melanopsina, gli «interruttori» attraverso cui ci rendiamo conto se l’ambiente è buio o no, sono più stimolati dalla luce blu che da quella bianca. Perdere il sonno ha una serie di effetti negativi sul cervello. Se non dormi almeno sette ore ogni notte, potresti soffrire di depressione, deficit di attenzione e di memoria.

2. Si è più distrattiI ragazzi, ad esempio, durante lo studio, tengono la propria mente è impegnata in due realtà molto diverse tra loro: quella dello studio e quella delle relazioni sociali. Quasi sempre tengono con sé il cellulare perché stanno aspettando delle risposte dagli amici e quindi svolgono i compiti superficialmente.

3. Si ricorda di menoLa tecnologia è ormai presente in qualsiasi cosa facciamo e questo rende più difficile la formazione di nuovi ricordi. In pratica, Internet e i dispositivi elettronici sono diventati le nostre memorie esterne, delle moderne protesi cerebrali che hanno il compito di ricordare per noi quel che abbiamo smesso di memorizzare.

4. Difficoltà di concentrazioneLeggere online rende più difficile assorbire le informazioni rispetto ad un testo cartaceo. Cercare informazioni su un libro è molto più difficile che cercarle su Internet: quest’ultimo ci offre i collegamenti ipertestuali che permettono di passare da una parola chiave ad un’altra in una manciata di secondi, mentre se dovessimo cercare un aneddoto o un termine in un libro, il cervello è costretto ad un maggiore sforzo. Con le tecnologie digitali e la conseguente lettura su schermo di pagine web o di ebook, stiamo iniziando ad essere meno concentrati e leggere un libro può risultare un compito difficile.

5. Atrofia dell'ippocampoI ricercatori dell'università canadese McGill hanno condotto una serie di studi che evidenziano le conseguenze dell'utilizzo dei navigatori GPS sul nostro cervello: secondo questi studi, chi usa spesso il GPS ha un rischio più alto di soffrire di problemi di memoria. Gli esseri umani generalmente si orientano usando due metodi. Il primo è la navigazione spaziale, che prende punti di riferimento per costruire una mappa cognitiva che ci aiuta ad arrivare a destinazione. Il secondo metodo è una strategia di stimoli e risposte che ci guida come se fosse una sorta di pilota automatico. I ricercatori hanno notato che un uso eccessivo dei GPS potrebbe condurre, con il passare del tempo, all'atrofia dell'ippocampo. Questo si tradurrebbe in rischi di problemi cognitivi, come il morbo di Alzheimer.

6. Dipendenza da internetCome tutti gli strumenti di comunicazione, anche la rete non è esente da cattivi usi e da abusi che, negli ultimi anni, hanno talvolta portato ad osservare nel campo della salute mentale, una moderna forma di dipendenza, definita internet-dipendenza, retomania o anche Internet Addiction Disorder. Trascorrere troppo tempo su Internet può effettivamente causare cambiamenti nel cervello simili a quelli causati da droga e dipendenza da alcol, secondo uno studio del 2012.

In conclusioneOra che siamo adeguatamente terrorizzati degli effetti della tecnologia sul nostro cervello, ricordiamoci che abbiamo il potere di prevenire quelli negativi. sufficente non abusarne e ogni tanto uscire fuori a fare una passeggiata.

Arturo Carlino

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