Facebook e disturbi alimentari: c'e' una connessione

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Tra i tanti effetti che Facebook provoca sui suoi utenti, un nuovo studio effettuato dalla Florida State University suggerisce ci sia una forte correlazione tra l'uso frequente del popolare social network e i disturbi alimentari.

Nella prima fase dello studio, 960 donne in età universitaria hanno risposto ad un questionario standard progettato per valutare il rischio di incorrere in disturbi alimentari. Il team di ricercatori ha inoltre stimato l'utilizzo medio di Facebook da parte delle donne che hanno preso parte all'esperimento. Lo scopo era quello di capire quanto fosse importante il numero di “Mi piace” ricevuti sul social network e quante possibilità ci fossero di cancellare i tag ricevuti con foto poco lusinghiere, per così dire, di sé stesse.

I numeri hanno dimostrato che le ragazze che hanno usato regolarmente Facebook sono state più inclini a mostrare segnali di pericolo e campanelli d'allarme riguardo ai disturbi alimentari. Nella seconda fase dello studio, 84 delle donne che hanno riferito un significativo uso del social network e una evidente varietà nei livelli di rischio relativi ai disturbi alimentari sono state successivamente divise in due gruppi: il primo di questi ha trascorso 20 minuti utilizzando Facebook, mentre un altro ha speso lo stesso tempo impegnandosi in ricerca su Wikipedia. Si è avuto modo così di evidenziare come il primo gruppo fosse proprio quello che mostrava i più evidenti segnali legati ai disturbi alimentari.

E questo solo dopo 20 minuti. L'allarme, dunque, sta nell'utilizzo massiccio del social network. Cosa accade, infatti, dopo un'ora o più tempo trascorso su Facebook?

È noto come sul social media le azioni siano più o meno tutte volte a condividere status o immagini. Spesso con un tono umoristico, lasciando raramente spazio ad aggiornamenti di stato più negativi. Ma è anche vero come su Facebook, spesso, si sia propensi ad interpretare la vita degli altri come migliore della propria. Gli altri, ai nostri occhi, sono più felici, hanno più successo e sono più belli.

Quindi, come si può combattere questo stato d'animo? Si potrebbe pensare che postare anche i selfies più brutti (ovvero gli autoscatti che tanto vanno di moda al giorno d'oggi) e parlare anche di cose negative possa portare a rappresentare in modo più realistico la realtà. In questo modo, si spera, il proprio subconscio dovrebbe riuscire a smettere di confrontarsi con le vite degli altri. E le persone che lottano con i disturbi alimentari, magari, dovrebbero riuscire a trascorrere più tempo lontane dal social media. A giovarne, proprio la salute.

Lo studio è stato pubblicato su International Journal of Eating Disorders.

Federica Vitale

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