Facebook, gli status rivelano tutti di noi

face psicologia

Facebook può rivelare meglio di chiunque altro la nostra personalità. Può sembrare ovvio, ma un nuovo studio svolto da ricercatori dell'Università di Pennsylvania, ha trovato un modo completamente diverso di analizzare la personalità umana, usando gli aggiornamenti di stato di Facebook di 75.000 volontari.

Questi ultimi hanno compilato un comune questionario sulla personalità attraverso una applicazione Facebook e hanno continuato a fare i loro aggiornamenti di stato sul social network, rendendoli pubblici e dando in questo modo la possibilità ai ricercatori di studiarne i modelli linguistici.

Attingendo da un bacino di oltre 700 milioni di parole, frasi e argomenti, i ricercatori hanno costruito dei modelli al computer che hanno predetto l'età degli individui, il sesso e le loro risposte ai questionari di personalità con sorprendente precisione.

L'approccio ha dimostrato di essere altrettanto intuitivo dei metodi tradizionali utilizzati dagli psicologi, quali indagini e questionari domanda e riposta, che usano una serie predeterminata di parole da analizzare.

I ricercatori della Penn hanno creato anche delle “nuvole” di parole “che offrono un'occasione senza precedenti nel mondo psicologico per le persone con una determinata caratteristica” ha detto Johannes Eichstaedt, che ha lavorato al progetto.

Il più grande vantaggio di questo studio riguarda la capillarità del mezzo. Invece di chiedere a milioni di persone di compilare sondaggi, le ricerche del futuro potrebbero coinvolgere i volontari su Facebook e Twitter usando le informazioni da essi fornite in maniera anonima. “I ricercatori hanno studiato questi tratti di personalità per molti decenni teoricamente”, ha detto Eichstaedt, “ma ora hanno una finestra sul modo in cui modellare la vita moderna nell'era di Facebook.

Lo studio fa parte del World Well-Being Project, che ha trovato diversi modi per “analizzare i tanti dati disponibili attraverso i social media online” sotto il profilo psicologico.

Francesca Mancuso

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