Memoria: rafforzata dalle emozioni negative

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Vivere un'esperienza negativa può avere effetti positivi: almeno sulla memoria dei luoghi, che ne risulta rafforzata. quanto emerge da una ricerca condotta dagli scienziati dell'Università del Queensland.

Il dottor Baumann, che ha condotto lo studio presso il Mattingley Lab del Queensland Brain Institute, ha scoperto che attraverso l'associazione di immagini negative con luoghi specifici viene attivata la corteccia paraippocampale, una parte del cervello responsabile della formazione della memoria dei luoghi durante la loro esplorazione.

Per condurre la ricerca è stata costruita una casa virtuale, all'interno della quale, in ogni stanza, sono stati messi in scena eventi privi di collegamento con le esperienze dei soggetti reclutati per l'esperimento, ed in grado di suscitare reazioni emotive diversificate: positive, negative o neutre. "Gli eventi - precisa il dottor Baumann - sono stati messi in scena utilizzando immagini prelevate International Affective Picture System library ed includono scene drammatiche di attacchi e minacce così come immagini più gradevoli".

Il giorno successivo all'esplorazione della casa ai partecipanti all'esperimento è stata proposta la visione di immagini statiche dell'abitazione stessa, senza la presenza di alcuna scena che potesse suscitare reazioni emotive e, contemporaneamente, veniva monitorata la loro attività neurale attraverso risonanza magnetica. Ne è emerso che in presenza di un coinvolgimento emotivo la memoria è influenzata in maniera nettamente superiore, attraverso l'aumento dell' attività paraippocampale.

Come spiega il dottor Baumann: "Tale rafforzamento della memoria si verifica automaticamente, senza che le persone siano consapevoli del fatto che immagini negative stanno influenzando i loro ricordi. Le nostre scoperte – prosegue il dottor Baumann – hanno mostrato che le emozioni possono esercitare un'influenza positiva sulla memoria spaziale. Questo può servire come spunto per evitare potenziali minacce".

"In futuro - conclude Baumann - potremo riuscire a potenziare le funzioni della memoria innescando gli effetti collaterali positivi del coinvolgimento emotivo, evitando la necessità di far ricordo ad esperienze negative".

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Cognitive Neuroscience.

Francesca Di Giorgio

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