Dove nascono i sogni?

sogni origine

È una domanda che ci siamo sicuramente posti, almeno una volta nella vita. Cos'è che ci fa sognare? Dove vengono prodotti i nostri sogni? Immagini spesso bizzarre, a volte legate a qualcosa che ci è accaduto, altre frutto della nostra fantasia. Un nuovo studio suggerisce che l'impulso di sognare durante il sonno potrebbe provenire dai segnali del tronco encefalico, nel nostro cervello.

Ma i sogni vengono prodotti dalle stesse strutture della corteccia cerebrale che ci permettono di ragionare, sentire, agire e ricordare? Oppure provengono dalla parte 'inferiore', quella che comprende il tronco cerebrale, che sovrintende le funzioni corporee di base come la respirazione, la frequenza cardiaca, la salivazione e il controllo della temperatura?

Secondo la nuova ricerca il principale responsabile dei nostri sogni è il tronco. Tale area del cervello si collega al midollo spinale e ha un ruolo importante nella regolazione del sonno. Per scoprirlo, lo studio ha esaminato i pazienti con una sindrome caratterizzata da estrema apatia. Essi perdono la capacità di attivare spontaneamente i processi cognitivi o emotivi. Tali soggetti riferiscono di provare solo una sensazione di vuoto mentale e di non avere alcun pensiero. La loro malattia li porta a rimanere seduti nello stesso posto per tutto il giorno senza parlare o muoversi. Se qualcuno li chiama, rispondono alle domande e richiamano i ricordi ma lasciati a loro stessi, non sono in grado di “pensare”.

La domanda che gli scienziati si sono posti è stata allora: se questi pazienti non hanno pensieri spontanei, come fanno a sognare? Allo studio hanno partecipato 13 soggetti sani e 13 soggetti affetti da tale sindrome. A tutti i volontari è stato chiesto di tenere un diario dei sogni, che i ricercatori hanno poi analizzato per lunghezza, complessità e bizzarria.

È emerso però che non tutti i pazienti affetti da deficit non avevano sogni. Alcuni avevano sognato ma eventi più brevi e bizzarri rispetto al gruppo di controllo dei soggetti sani.

Ciò suggerisce che se da una parte sono necessari i processi di ordine superiore della corteccia cerebrale, dall'altra anche le persone con lesioni gravi al cervello sono in grado di sognare.

Lo studio completo è stato pubblicato sulla rivista Brain.

Francesca Mancuso

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