Nsa, spiato anche il Papa. Microchip nei ferri da stiro importati dalla Cina

Tutti spiano tutti. E nessuno è risparmiato. L'agenzia di spionaggio Usa Nsa avrebbe ascoltato anche le conversazioni di Papa Bergoglio. A rivelarlo è Panorama, nel numero in edicola domani, giovedì 31 ottobre.

Nei 46 milioni di telefonate tracciate dagli Stati Uniti nel nostro paese, tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio 2013, ci sarebbero infatti quelle del Vaticano. Fino a quelle dei prelati sulla soglia del conclave, il 12 marzo 2013, e incluse quelle in entrata e in uscita dalla Domus Internationalis Paolo VI a Roma, dove risiedeva il cardinale Jorge Mario Bergoglio.

Secondo quanto risulta al periodico della famiglia Berlusconi, inoltre, all'interno dell'annesso dell'ambasciata americana di Roma, in via Sallustiana 49, esistere una cellula dello special collection service: un nucleo misto di supertecnici della National security agency (Nsa) e di agenti del servizio clandestino della Cia.

A testimoniare la presenza ell'unità di élite a Roma, come in altre 79 sedi, di cui 19 in Europa, ci sarebbe un documento classificato "top secret" e datato agosto 2010, proveniente dall'archivio trafugato da Edward Snowden, la talpa del cosiddetto “Datagate” americano.

La notizia giunge all'indomani dalle analisi effettuate sui gadget russi dati ai leader del G20. Secondo la Commissione Ue non risultano particolari minacce, anche se le analisi sono ancora in corso e - ha spiegato un portavoce di Bruxelles - si tratta di una procedura standard dopo una missione in un paese terzo. Vengono controllati tutti gli oggetti dopo le trasferte all'estero, soprattutto quelli che vengono dati in omaggio e che hanno a che fare con le telecomunicazioni o l'alta tecnologia.

Per quanto riguarda l'Italia, stando ad alcune indiscrezioni di El Mundo pubblicate dal giornalista Glen Greenwald, il nostro Paese sarebbe uno dei 19 (tra cui compaiono, peraltro, Germania e Spagna) rientranti nella 'seconda fascia' che la Nsa considerava "partner affidabili e amici", ma anche in grado di "poter raccogliere dati contro gli interessi americani".

La 'prima fascia', cosiddetta dei "five eyes", sarebbe invece composta da Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Canada. Per 'Le Monde' invece sarebbe stata la stessa Francia a fornire i dati degli utenti francesi alla Nsa sulla base di un accordo segreto 'di amicizia' per lo scambio delle informazioni.

E mentre oggi una delegazione dei servizi segreti tedeschi sarà ricevuta alla Casa Bianca per un confronto sulle presunte attività di intercettazione del cellulare privato del cancelliere Angela Merkel, nuove indiscrezioni sorprendenti trapelano dall'emittente russa Rossiya, secondo cui le autorità di Mosca avrebbero scoperto alcuni dispositivi capaci di collegarsi a reti wireless in una serie di ferri da stiro importati dal Paese asiatico.

La notizia, diffusa da un tv di Stato e per questo difficile da confermare in modo indipendente, rischia di aggiungere benzina sul fuoco caos legato al ''Datagate'' statunitense, che ormai sta investendo i più grandi Paesi della comunità internazionale. La polizia russa - fa sapere Rossiya - avrebbe scovato i microchip dopo essersi accorta che alcuni ferri da stiro per l'abbigliamento pesavano di piu' rispetto ad altri.

Capablanca

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