Pegatron: tra i fornitori di Apple sfruttamento minorile

Apple scandalo

La Apple è nuovamente sotto tiro, stavolta per l'iPhone low cost: dalla China Labor Watch (Clw), infatti, accuse sfruttamento minorile in Cina nelle fabbriche di produzione. Dopo le denunce alla Foxconn, ora è travolta dallo scandalo la Pegatron, alla quale la Mela si era rivolta proprio per cercare di diversificare la produzione.

L'Ong con sede a New York ha pubblicato ieri 29 luglio un rapporto dal titolo provocatorio 'La Apple non mantiene le promesse: l'iPhone low cost arriva con alti costi per i lavoratori cinesi'. Il documento investigativo ha passato in rassegna le violazioni sul lavoro dei tre stabilimenti di Pegatron Group, uno dei principali fornitori di Apple. Nel 2013, d'altronde, il colosso di Cupertino ha incrementato i suoi ordini alle fabbriche cinesi del gruppo, che, secondo l'Ong, ha a sua volta usato mezzi contro la legge e l'etica per aumentare la sua competitività.

Per la pubblicazione del report, la Clw ha inviato da marzo a luglio 2013 diversi investigatori nei tre stabilimenti del Gruppo Pegatron per svolgere indagini sotto copertura e condurre quasi 200 interviste con i lavoratori al di fuori delle fabbriche, la Pegatron di Shanghai, che produce l'iPhone, la Riteng, società dello stesso gruppo che produce computer, e Avy, dedita a componenti dell'iPad, che complessivamente hanno più di 70 mila dipendenti.

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Tali indagini, in particolare, hanno rivelato almeno 86 violazioni dei diritti del lavoro, di cui 36 di legge e 50 etiche, che rientrano complessivamente in 15 categorie, dalla discriminazione sulle assunzioni fino a abusi sui diritti delle donne e dei minori, con orari di lavoro eccessivi, salari insufficienti, cattive condizioni di lavoro e di vita all'interno delle fabbriche, rischi per la sicurezza, la salute e l'ambiente.

Un quadro preoccupante quello che emerge dal rapporto. Le condizioni di queste fabbriche sono così pesanti che la maggior parte dei lavoratori si rifiutano di continuare a lavorare a lungo, continua la denuncia. In due settimane, infatti, 30 delle 110 nuove reclute risulterebbero essersi licenziate.

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"Le nostre indagini hanno dimostrato che le condizioni di lavoro nelle fabbriche Pegatron sono anche peggiori di quelli nelle fabbriche Foxconnha dichiarato il direttore esecutivo di Clw Li Qiangla Apple non ha tenuto fede alle proprie norme. Questo comporta che i suoi fornitori abusino del lavoro, al fine di rafforzare la loro competitività. In questo modo, la Apple sta peggiorando le condizioni dei lavoratori, non le sta migliorando".