Niente Wi-Fi pubblico: la Camera fa marcia indietro

Wi-FI decreto

Wi-Fi: l'Italia torna indietro sulla liberalizzazione e la Camera approva due emendamenti che complicano le procedure di attivazione nei locali. Sarà dunque più difficile che gli utenti possano disporre di connessione wireless nei pubblici esercizi.

Il 22 giugno è entrato in vigore il decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013, il cosiddetto 'Decreto del Fare': il testo prevedeva, tra le diverse norme per il rilancio dell'economia, la possibilità di disporre nei locali pubblici di connessione Wi-Fi libera, senza richiesta di autenticazione da parte dell'utente.

Come prevede la nostra legislazione però, i decreti legge, pur immediatamente pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e applicativi, devono essere poi approvati dalle Camere del Parlamento, che possono modificarne il testo.

E proprio questo sembra il nostro caso: la Camera dei Deputati ha espresso dubbi sulla questione, approvando due emendamenti all'art 10 del vecchio decreto, i 10.1, che di fatto bloccano la liberalizzazione del Wi-Fi. La norma vorrebbe infatti obbligare il gestore dell'esercizio a tracciare il collegamento dell’utente con misure tecniche complesse e onerose.

In particolare la tracciabilità del collegamento dovrebbe essere garantita attraverso l'assegnazione temporanea di un indirizzo Ip e il mantenimento di un registro informatico dell'associazione temporanea di tale indirizzo Ip al Mac address del terminale utilizzato per l'accesso alla rete Internet.

Chi vuole offrire ai suoi clienti la possibilità di collegarsi dovrebbe quindi dotarsi di un server sul quale risulti la connessione. In realtà gli indirizzi Ip di una rete interna non forniscono informazioni sul collegamento, quindi l'unica soluzione per rispettare la legge sarebbe l'assegnazione di un Ip address pubblico, ma gli Ip pubblici, con tutta la mole di traffico di dati che attualmente circola nel mondo, sono praticamente esauriti. Norma inutile quindi?

Tra l'altro la questione in realtà appare più complessa: al di là di un servizio che attualmente risulterebbe più difficile da ottenere, visto che molti gestori potrebbero decidere di non mettere in atto tali procedure, gli emendamenti portano alla ribalta una problematica di privacy non trascurabile. Il tracciamento della rete implica infatti il tracciamento di dati personali dell'utente.

Su questo punto, tuttavia, il secondo emendamento sembra essere parzialmente intervenuto eliminando l'obbligo di notificazione del trattamento al Garante per la protezione dei dati personali, ma ribadisce la non necessità di consenso da parte dell'interessato.

La vicenda appare comunque ancora poco chiara. Nulla è ancora certo e tutto passibile di ulteriori modifiche.

Roberta De Carolis

Seguici su Facebook, Twitter e Google +

LEGGI anche:

- Il Wi-fi made in Google in Africa e Asia

- Wight: la lampada a LED e WiFi che cambia colore

- Privacy: da Google a Twitter, storie di spionaggio sul web

Pin It

Cerca