Gli editori europei dichiarano guerra a Google

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È guerra tra gli editori europei e Google. Con una azione congiunta senza precedenti, centinaia di editori di giornali quotidiani e periodici e le loro associazioni di categoria a livello europeo e nazionale hanno predisposto un documento comune che punta il dito contro "i limiti e le criticità degli Impegni proposti da Google", chiedendone l’immediato rigetto. Ma non solo. A loro avviso è necessaria l'adozione di uno Statement of Objections.

Così, dopo l'ultimatum intimato dall'Ue qualche giorno fa, adesso è sceso in campo anche il mondo dell'editoria. Ma facciamo un passo indietro. Lo scorso aprile, Google presenta una serie di "remedies" che la Commissione europea ha sottoposto al market test, ossia alla valutazione e alla raccolta di osservazioni e commenti da parte dei soggetti interessati. Le osservazioni alle proposte di Google dovevano sono state alla Commissione entro il 27 giugno, domani.

Gli editori tedeschi di quotidiani (BDZV) e di periodici (VOZ), supportati delle associazioni europee di categoria (ENPA, EMMA, EPC ed OPA) e da 18 associazioni nazionali (tra cui, per l’Italia, la FIEG), hanno inviato al Vice Presidente della Commissione europea e Commissario UE per la Concorrenza, Joaquin Almunia, un documento in cui viene evidenziato il punto di vista degli editori europei sulle proposte presentate da Google, volto a bloccare la procedura di abuso di posizione dominante aperta in sede UE.

Da cosa nasce il contenzioso? Secondo gli editori le azioni di Google costituiscono "un danno potenziale per i consumatori in termini di riduzione della scelta, della qualità e dell'innovazione", per questo "è cruciale intervenire ora affinché la posizione dominante di Google nella ricerca web (oltre il 90%) non precluda la possibilità di ingresso nel mercato di altri concorrenti."

Infatti, secondo le conclusioni preliminari della Commissione, Google è dominante nella ricerca web e nella pubblicità legata alla ricerca all’interno dello Spazio economico europeo (See), con una quota stabile di mercato ben al di sopra del 90% della Search nella maggior parte dei Paesi europei, "mercato caratterizzato da significative barriere all'entrata e da effetti di rete tali da rendere improbabile che un altro servizio di ricerca web possa sostituire Google".

"Esprimo apprezzamento per lo spirito di collaborazione tra gli editori europei e fiducia nel sollecito intervento delle istituzioni europee", ha detto Giulio Anselmi, Presidente della FIEG, tra i firmatari della posizione congiunta. "Se Google non presenterà al più presto proposte sostanzialmente migliorative, gli editori europei chiedono che la Commissione utilizzi tutti i poteri legali, compreso un immediato Statement of Objections che preveda rimedi efficaci".

Francesca Mancuso

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