Einstein: aveva un cervello speciale

Einstein cervello

Einstein è considerato da tutti uno dei più grandi geni dell'umanità. Ma da cosa nasceva questa sua intelligenza nettamente al di sopra della media? A questa domanda hanno tentato di rispondere i ricercatori di diverse università statunitensi guidati da Dean Falk della Florida State University e della School for Advanced Research di Santa Fe (Usa), in collaborazione con Adrianne Noi del National Museum of Health and Medicine (Silver Spring, Usa), i quali hanno dimostrato che il genio era dotato di circonvoluzioni cerebrali aggiuntive mai viste in altri esseri umani.

Non sono nuovi gli studi sul cervello del grande fisico tedesco emigrato negli Stati Uniti, e lo stesso Falk aveva già iniziato un lavoro sulle fotografie di questo organo, ma all'epoca (siamo nel 2009) le immagini erano decisamente poche in numero. Nel 2010 però gli eredi del patologo che ha eseguito l'autopsia sul corpo di Einstein, Thomas Stoltz Harvey, morto nel 2007, hanno messo a disposizione del National Museum of Health and Medicine un numero significativo di immagini, quattordici per l'esattezza, analizzando le quali i ricercatori hanno mostrato questa particolare conformazione del cervello. 

Infatti, pur essendo di dimensioni normali, e di medio peso, 1230 grammi, questo presentava circonvoluzioni atipiche, localizzate soprattutto tra le orecchie ma presenti anche in altre zone, che favorirebbero gli input sensoriali. Anche il volto e la lingua apparirebbero molto più grandi del normale, così come sembrerebbe di dimensioni atipiche la corteccia prefrontale, un'area del cervello deputata alla pianificazione e alla capacità di concentrazione, e che ora sembra giocare anche un ruolo nello sviluppo dell'intuizione.

"La grandezza di questo lavoro è che analizza tutta l'anatomia del cervello di Einstein nei minimi dettagli" ha dichiarato Albert Galaburda, neuroscienziato della Harvard Medical School di Boston. Lo scienziato ha aggiunto tuttavia che lo studio solleva "questioni molto importanti per i quali non abbiamo una risposta", per esempio se il cervello del fisico era predisposto a far diventare così grande Einstein, o la continua applicazione nella fisica ha fatto in modo che il suo cervello si espandesse.

Secondo Galaburda molto probabilmente il suo genio era dovuto ad "una combinazione di un cervello speciale e del particolare ambiente in cui viveva". E ha suggerito ai ricercatori di confrontare l'organo di Einstein con quello di altri fisici di talento, per vedere se le caratteristiche dello scienziato tedesco erano uniche o comuni ad altri studiosi del passato.

Il lavoro è stato pubblicato su Brain.

Roberta De Carolis

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