Paolo Nespoli di nuovo sulla Terra

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Si è conclusa ieri, 23 maggio la permanenza del nostro Paolo Nespoli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Soggiorno iniziato il 15 dicembre 2010 che lo ha visto impegnato nell’ambito della missione MagISStra dell’Esa.

Il rientro, iniziato oggi poco dopo la mezzanotte, si è concluso alle 4.27 di questa mattina, in Kazakistan a bordo della navicella Soyuz. Nella giornata di ieri, tutti gli astronauti di ritorno sulla terra hanno stilato un elenco di ogni effetto personale che avrebbero affidato al proprio bagaglio; questo per avere un quadro completo del peso e del volume del materiale che sarebbe stato caricato sulla navicella.

Nespoli non ha mancato di specificare anche la bandiera italiana affidatagli dal collega Roberto Vittori. Proprio quest’ultimo, il 7 gennaio, aveva incontrato il Presidente della Repubblica Napolitano il quale lo aveva omaggiato del nostro tricolore per festeggiare nello spazio il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Un passaggio di consegne tra due colleghi ed icone dei desideri di quanti avrebbero voluto essere al loro posto. Un viaggio ideale che ha portato la bandiera da Modena a Houston e, a bordo dello shuttle Endeavour, nello spazio per poi fare ritorno nelle mani di Nespoli in Russia.

Si conclude dunque questa lunga esperienza di Nespoli che ci ha fatto compagnia in questi mesi con alcune tra le foto più belle della Terra vista dal cosmo; tanto da meritarsi la candidatura agli Shorty Awards lanciato da Twitter, ossia il premio per il ‘miglio comunicatore’ dell’anno.

E numerosi sono stati gli esperimenti che lo hanno coinvolto. Come quello che lo ha visto protagonista in prima persona poiché si concentrava sullo studio del cervello umano al lavoro a bordo della Iss. Infatti, il nostro cervello è soggetto ai cambiamenti del tempo e delle situazioni in cui è proiettato. Nuove esperienze, conoscenze e cambiamenti psicologici sono i principali fattori che ne influenzano le trasformazioni. L’assenza di gravità nello spazio è sicuramente uno degli elementi chiave che ne alterano il funzionamento. La domanda più interessante che gli scienziati si pongono è come il cervello umano si adatti alla moltitudine di effetti che la gravità proietta sul corpo umano.

Ma il contributo di Paolo Nespoli alla familiarità con il cosmo è stato soprattutto quello a livello umano. Numerosi gli interventi che ha effettuato con le scuole per rispondere alle domande dei ragazzi, come numerosi e proficui i contributi dati attraverso il suo profilo Twitter. Interessanti domande della gente che lo seguiva hanno trovato spesso risposta concreta e di immediata comprensione. Come, ad esempio, nel video in cui spiega perché nello spazio non si senta alcun rumore. “Abitare in una stazione spaziale vuol dire abitare in un posto dove non c’è mai completamente silenzio, perché l’aria che ci sta attorno è fatta circolare da ventilatori e deve essere sempre così altrimenti si impoverisce di ossigeno e si arricchisce di sostanze nocive”. Tuttavia è fuori la stazione e le navicelle che il silenzio regna sovrano. I suoni, infatti, non si possono propagare in assenza di aria.

Ed un po’ di silenzio rimarrà lassù quando Nespoli sarà rientrato e di lui ci rimarranno tante immagini che ci hanno fatto ammirare la Terra attraverso i suoi occhi e la sua sensibilità.

Federica Vitale

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Credits: Asi.

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