Michio Kaku e le tre categorie dell'impossibile

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Michio Kaku è un fisico statunitense, figlio di immigrati giapponesi, nato nel 1947. In una recente intervista rilasciata a La Stampa ha rivelato l’esistenza di tre categorie scientifiche di impossibile ben distinte. La prima riguarda tutto ciò che sarà realizzabile entro pochi decenni; la seconda ciò che sarà possibile entro alcuni secoli; della terza, invece, fa parte tutto ciò che probabilmente non sarà mai realizzabile.

Ed è la prima categoria che stuzzica il palato del fisico teorico, noto per aver più volte ribadito la possibilità di piegare lo spazio tempo nel corso dei viaggi interstellari e raggiungere così mete lontanissime nel cosmo.

A breve raggio Kaku include "l’invisibilità", ricordando che ad oggi sono numerose le scoperte nel settore, specialmente "attraverso l'ausilio di radiazioni a microonde". Un esempio su tutti il mantello invisibile a banda larga della società americana Fractal Antenna Systems. Oppure il mantello spazio-temporale dell'Imperial College di Londra. "E molto presto - afferma deciso Kaku - gli scienziati saranno in grado di rendere invisibili anche le persone".

Dopo di che il teletrasporto. Lo scienziato riporta infatti uno studio dell’Università di Vienna, dove singole particelle di luce sono state teletrasportate per una distanza massima di seicento metri. "In un prossimo futuro - si esalta lo scienziato - si prevede che sarà possibile spostarsi da una stazione spaziale alla Luna in un battito di ciglia".

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, invece, si passa al "realizzabile entro alcuni secoli", per cui Kaku avverte: "Un giorno non lontanissimo i robot potranno prendere il sopravvento sulla specie umana". Anche se una soluzione al dramma ci sarebbe. "L’uomo - sostiene Kaku - dovrà fondersi con l'intelligenza artificiale".

Tuttavia, il sogno di Kaku, si sa, riguarda la Teoria delle Stringhe, che si fonda sul principio secondo cui la materia, l’energia, il tempo e lo spazio sono in realtà le manifestazioni di entità fisiche sottostanti che a seconda del numero di dimensioni in cui si sviluppano vengono chiamate 'stringhe' oppure 'p-brane'.

Lo studioso spera che venga realizzata un’equazione non più lunga di un paio di centimetri ma capace di includere tutte le leggi della fisica. "Alcuni progressi su questa linea - conclude infine kaku - si sono potuti effettuare grazie al 'Large Hadron Collider'", l’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra. Sebbene la macchina non sia abbastanza potente per ricreare il Big Bang, si spera comunque di scoprire alcune nuove particelle, le 'sparticles'. "Pensiamo che siano nient’altro che una nota più alta sulle stringhe stesse e che si identifichino con la materia oscura".

Marta Proietti

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