Gerberto di Aurillac: il Papa che amava le stelle

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Non sarà probabilmente ricordato come un illustre Papa della Chiesa cattolica ma lo sarà sicuramente come scienziato del Medioevo. Silvestro II, alla nascita Gerberto di Aurillac, viene da una famiglia umile attorno al 950 nella regione francese dell’Aquitania, ad Aurillac. Fin dalla prima adolescenza affronta importanti studi matematici in Spagna, nel monastero di Ripoll, grazie al Conte Borrell II di Barcellona che decide di portarlo con sé. Negli anni successivi ha la possibilità di istruirsi presso la città cristiana di Barcellona, potendo così entrare in contatto con il mondo islamico.

Lo spiccato senso per le scienze, in particolare per la matematica e l’astronomia, matura proprio in Spagna: un interesse eccezionale per il suo tempo. E, nonostante la società ancora ai primi gemiti astronomici, Gerberto di Aurillac va alla ricerca di libri e strumenti per l’osservazione diretta delle stelle. Tra i suoi interessi, tuttavia, non vanno dimenticati il diritto e la politica.

In questo quadro la sua esperienza come pontefice passa in secondo piano. Viene eletto Papa, come successore di Gregorio V, nel marzo del 999, diventando così il 139° Capo della Chiesa cattolica e prendendo il nome di Silvestro II.

Il suo pontificato dura ben poco però. La fine è datata infatti nel giorno della sua morte: 12 maggio del 1003, anno in cui viene chiamato alla massima carica Papa Giovanni XVII.

Gerberto di Aurillac è colui al quale si deve l’introduzione delle conoscenze arabe di aritmetica e astronomia in Europa. Grazie ai suoi studi, il primo Papa francese fu in grado di eseguire mentalmente calcoli ancora estremamente complessi alle menti pensanti in numeri romani. Le opere che ha lasciato ai posteri sono numerose ed incentrate principalmente su questioni filosofiche e materie del quadrivio.

Probabilmente uno degli uomini più colti del suo tempo, Silvestro II fece sorgere anche seri dubbi tra la popolazione. Si pensava infatti che fosse in relazione con arti magiche e con il Demonio. La leggenda narrava di un furto di un libro di incantesimi sottratto ad un filosofo arabo in Spagna e di un patto stipulato con un demone donna di nome Meridiana, con l’aiuto del quale avrebbe raggiunto il trono papale.

Marta Proietti

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