Voli low cost: prenotare molto prima non fa risparmiare. Lo dimostra un algoritmo matematico elaborato da tre ricercatori italiani guidati da Claudio Piga della Keele University (Staffordshire, Uk), che hanno dimostrato come il momento migliore per acquistare un volo al prezzo più stracciato è comprarlo esattamente 10 giorni prima. Almeno in media.

La ricerca è stata condotta su due note compagnie low cost, Raynair e EasyJet, e ha dimostrato che, contrariamente alla credenza popolare, queste non hanno impostato i prezzi semplicemente in base alla distanza temporale dalla data di partenza, e che il loro andamento è tutt'altro che crescente in modo continuo in funzione dell'avvicinarsi dell'agognato giorno.

Molti infatti i fattori che determinano il costo di un volo: gli studiosi hanno innanzitutto verificato che la vendita di un posto aggiuntivo è associato ad un aumento medio del 3,1 per cento delle tariffe e che quindi è meglio prenotare un posto alla volta. Ma soprattutto che le tariffe partono moderatamente e tendono a diminuire nel tempo fino a circa 10 giorni prima del decollo. Solo a quel punto ci sono sensibili aumenti, anche del 50-75 per cento.

I risultati sono stati raggiunti grazie ad un software che ha scansionato i contenuti delle pagine delle compagnie low cost e registrato l’andamento dei prezzi dei biglietti in un preciso arco temporale, in particolare a partire da 70 giorni prima di una data di partenza stabilita. L'andamento è risultato pari ad una 'U' non simmetrica: i prezzi scendono molto lentamente, toccano il minimo 10 giorni prima e poi salgono molto rapidamente fino al decollo.

Il lavoro è stato condotto nell'ambito delle indagini volte alla comprensione delle strategie economiche delle compagnie aeree per la definizione delle tariffe, con possibili applicazioni all'ottimizzazione di tali strategie, note come 'yield management' (letteralmente 'gestione dei ricavi'). E in futuro potrebbe essere usato anche in altri importanti settori, quali il trasporto marittimo, le sistemazioni alberghiere, il noleggio auto e le navi da crociera.

Lo studio è stato presentato alla conferenza 2014 della Royal Economic Society di Manchester

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