Roaming: stop in Europa dal 1° luglio 2014

roaming ue

Addio roaming. Navigare e telefonare dall'estero potrebbe costare quanto nel proprio paese. È quello a cui aspira la Commissione Europera, che ieri ha adottato il suo programma di riforma del mercato delle telecomunicazioni, definendolo il “più ambizioso degli ultimi 26 anni”.

Cosa cambia? Innanzitutto, dal 1° luglio 2014 ai gestori telefonici sarà vietato imporre una tariffa per le chiamate ricevute in roaming durante gli spostamenti nei paesi dell'Unione. In alternativa, le società potranno scegliere se offrire piani telefonici validi ovunque nell'Unione europea i cui prezzi saranno determinati dalla concorrenza sul mercato interno, oppure consentire ai loro clienti di "dissociare" i piani tariffari, selezionando un diverso fornitore per il roaming con tariffe inferiori, senza avere la necessità di acquistare una nuova scheda SIM. Entro luglio 2014, gli operatori dovranno comunque operare un taglio dei prezzi all'ingrosso del 67% per il traffico dati.7

Per quanto riguarda le chiamate internazionali, oggi le società di telefonia applicano dei costi maggiori se effettuate dal paese di un determinato consumatore verso altri paesi dell'Unione europea sia per la telefonia fissa che per quella mobile. Ma la nuova proposta avanzata dalla Commissione obbligherà le società ad applicare da rete fissa le stesse tariffe di una chiamata nazionale a lunga distanza anche a quelle tra i paesi dell'Ue. In ogni caso, il costo non potrà superare 0,19 euro al minuto (più IVA).

Spiega l'Ue che sarà inoltre vietato bloccare o rallentare i contenuti di internet, fornendo agli utenti un accesso alla rete completo e aperto, indipendentemente dal costo dell'abbonamento o dalla velocità della connessione. Per una maggiore trasparenza, inoltre, i consumatori avranno il diritto di verificare se la velocità di connessione corrisponde effettivamente alla tariffa pagata e di recedere dal contratto se le condizioni pattuite non sono rispettate.

José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Compiere ulteriori progressi concreti verso un mercato unico delle telecomunicazioni è indispensabile per gli interessi strategici dell'Europa e per lo sviluppo economico, nonché per le telecomunicazioni stesse e per i cittadini che si sentono frustrati dalla mancanza di un accesso pieno ed equo a internet e ai servizi mobili."

Neelie Kroes, Vicepresidente e Commissaria responsabile per l'agenda digitale, ha aggiunto: “La Commissione europea dice no ai costi del roaming, sì alla neutralità della rete, sì agli investimenti, sì a nuovi posti di lavoro. Un intervento nelle telecomunicazioni non è più interesse esclusivo di questo settore ma contribuisce alla promozione dello sviluppo sostenibile di tutti i settori.”

Francesca Mancuso

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