La Cina punta ad andare sulla Luna nel 2013

luna vulcano

La Cina pronta ad andare sulla Luna. Oggi il National Defense Science and Technology Industrial Development Bureau ha annunciato la terza missione del programma di esplorazione lunare cinese.

I lavori sulla navicella Chang'e-3 hanno raggiunto un buon livello, secondo gli addetti ai lavori. Tutto sarebbe progredito senza intoppi. Per questo è già stato stabilito che la data del lancio di Chang'e-3 sarà scelta nella seconda metà del 2013.

La Cina lancerà dunque la sua terza sonda lunare. Chang'e-3 prende il nome dalla dea cinese della luna, e fa parte della seconda fase del progetto, che consiste nel mandare in orbita, nell'atterraggio e poi nel ritorno dei suoi dispositivi.

La Cina ha lanciato la Chang'e-1 nel 2007 e la Chang'e-2 nel 2010. La prima sonda ha recuperato una grande quantità di dati scientifici e una mappa completa della luna, mentre la seconda ha creato per intero una mappa della luna ad alta risoluzione. Il secondo passo del programma consiste nello sbarco sulla Luna, come confermato da ChinaDaily. Per la prima volta un veicolo spaziale cinese raggiungerà il nostro satellite, gettando le basi per lo sviluppo dell'esplorazione dello spazio profondo made in China.

Beijing Daily ha inoltre riferito che la luna è il principale progetto di esplorazione per la Cina, come confermato da Ouyang Ziyuan Chang. Quest'ultimo ha spiegato che una volta sbarcata, la navicella Chang-e 3, avrà il compito principale di perforare la superficie lunare, e portare campioni di rocce lunari sulla Terra.

Ma le ambizioni cinesi non finiscono qui. Dopo la missione lunare, tenterà di raggiungere l'asteroide 4179, dal diametro di 4,6 km e a 10 milioni di chilometri dalla Terra. Tale corpo celeste in futuro potrebbe mettere in pericolo la Terra a causa di un suo passaggio ravvicinato. La Cina ci salverà da una simile catastrofe?

Forse, ma tra i progetti futuri vi è anche la colonizzazione di un altro pianeta abitabile distante anche 2.000 di milioni: “Si prevede che dopo 200 anni di sforzi, è probabile che una Terra possa essere ricreato trovando un altro pianeta abitabile simile al nostro”.

Francesca Mancuso

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