U2: al concerto le particelle del Cern

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Gli U2 al Cern per un tour che riflettesse la rete neurale dell’umanità. Detto, fatto: Jeff Frost prende tutto al Large Hadron Collider, che gli fornisce spettacolari filmati costruiti con la tecnica della fotografia time-lapse. Un risultato incredibile, che porta la scienza su uno dei palchi rock più frequentati al mondo, quello di Bono Vox.

“Sono cresciuto ascoltando U2, REM, Depeche Mode, ecc.racconta il fotografo - [...] Quando sono stato contattato per questo concerto ho iniziato ad ascoltare tutti i vecchi dischi di nuovo, e mi sono sorpreso del fatto che non avevo mai perso il contatto [...] Il regista dello spettacolo, Willie Williams, è venuto da me e mi ha detto che stava cercando di capire un modo per rappresentare la 'rete neurale dell’umanità' Ho detto, “Ottimo! Mandami al Cern”.

Lampo di genio dunque? In realtà, come spiega lo stesso Frost, gli U2 non sono lontani dalla scienza come strumento “di bellezza”. Nel loro ultimo tour avevano previsto anche un collegamento con gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale nonché un messaggio registrato da Stephen Hawking.

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Il Large Hadron Collider è il più grande acceleratore di particelle del mondo, sul quale lavorano migliaia di scienziati provenienti da paesi che sono normalmente acerrimi nemici come India, Pakistan, Israele e Iran, tutti insieme per cercare di capire come è fatta la parte microscopica dell’Universo, ha osservato lo stesso artista.

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“Appena i team dei vari esperimenti scientifici hanno saputo che c’era qualcuno intenzionato a realizzare una sceneggiatura per il tour degli U2 – continua Frost – hanno iniziato a competere tra di loro per rispondere il più possibile alle mie richieste folli […] Salve, potrebbe fermare il progresso scientifico dell’umanità e spegnere le luci per quattro ore in modo da poter fare delle belle immagini?”.

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Incredibile per lo stesso Frost, ma la scienza si è voluta trasformare in strumento di bellezza. E come darle torto visto lo spettacolo che i filmati realizzati dall’artista hanno regalato al pubblico. Il primo fan del lavoro, stando alle parole di Frost, è stato proprio Bono Vox, che durante le prove si fermava dicendo Bello Jeff Frost, bello davvero.

Perché per realizzare le luci più attraenti che si siano mai viste non è necessario che queste siano totalmente artificiali.

Perchè il microscopico è bello e ci aiuta.

Roberta De Carolis

Foto: The creators project

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