Wha(ts)appa: l'amore e la poesia nell'era degli smartphone

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Wha(ts)appa: sedurre la donna amata con uno smartphone. Ma non scrivendo solo un sms, ma una vera e propria poesia concepita per il linguaggio breve di WhatsApp e di social network come Twitter. Josè Marìa Paz Gago ha scritto e raccolto in un testo brevi poesie per cellulare, pubblicato prima in Spagna, oggi tradotto e nelle librerie anche nel nostro paese. E su Apple Store e Google Play è già disponibile un'app dedicata.

Edita da Aracne Editrice, l’opera è composta di ventuno capitoli, uno per ciascuna lettera dell’alfabeto, nel quale si disegna la storia d’amore e di corteggiamento in “piropoemi”, termine coniato dallo stesso autore, ed è stata presentata in Italia il 14 febbraio, San Valentino, proprio il giorno della festa degli innamorati e dell'amore.

Solo 30 anni fa un'opera del genere era ovviamente impensabile, come hanno sottolineato l'autore e la traduttrice dell'opera in italiano, Sabrina Lembo. "Tutta la raccolta può considerarsi un intrattenimento creativo sperimentale – si legge nel comunicato stampa dell'evento - dove le regole sono […] sapientemente studiate in frammenti narrativi […] in spazi cadenzati dal ritmo immediato proprio degli sms, che fanno di questa raccolta poetica un’opera straordinariamente moderna".

Whatsappa

E come tutte le forme di comunicazione via smartphone, ecco subito pronta l'app dedicata, che porta lo stesso nome del libro, Wha(ts)appa, disponibile già su Google Play e Apple Store, e che consente sia di accedere rapidamente e facilmente a molte poesie, raggruppate per argomento e nell'ordine alfabetico proprio del testo, sia di condividerle sui social network.

"Persino Dio potrebbe innamorarsi di una donna tanto perturbante come quella che ispira questo brillante piropoemario" scrivono gli editori. Anche se la conquista passa per degli strumenti molto umani e legati al nostro tempo. Che, però, per la loro forte spinta di avanguardia, puntano all'eternità.

Un nuovo modo di comunicare l'amore, comunque, tipico di una società che ha bisogno di brevità, di immediatezza, e che, forse, ha po' di fretta. Finiti dunque i tempi delle lunghe lettere e delle serenate, magari un po' stonate, ma personali?

Roberta De Carolis

Foto: Aracne Editrice

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