Lingue: 11 parole o espressioni intraducibili in italiano

multilinguismo

Avreste mai pensato che esistono parole o espressioni tipiche non traducibili in altre lingue? Ebbene sì, esistono dei concetti che non sono assimilabili ad altre culture e pertanto risultano intraducibili in qualsiasi lingua diversa dall'originale. Ecco 11 parole o espressioni che non si prestano ad alcun tipo di traduzione.

1. Waldeinsamkeit: questa parola tedesca non esiste in nessun'altra lingua. Essa esprime una sensazione: la solitudine. Una solitudine un po' particolare che si può assimilare alla paura di perdersi. In pochissime parole: la sensazione di essere soli in un bosco.

2. Iktsuarpok: arriva dall'Artico questa parola. Nella lingua degli Inuit simboleggia una sorta di premonizione: guardarsi intorno immaginando che presto arriverà qualcuno.

3. Komorebi: in italiano c'è bisogno di un'intera frase per definire questo concetto. In giapponese basta una parola... Komorebi, la luce del sole che filtra attraverso i rami degli alberi.

4. Pochemuchka: vi è mai capitato di conoscere una persona troppo loquace? In russo questa parola indica una persona che fa troppe domande.

5. Sobremesa: questo termine arriva invece dalla Spagna e designa un particolare momento della giornata. Quel momento in cui hai finito di pranzare o cenare e inizi a chiacchierare con le persone con le quali hai condiviso il pasto.

6. Jayus: quando qualcuno dice "Jayus" in Indonesia parla di una battuta detta così male che non si può fare altro che ridere.

7. Pana Po'O: se sentite questa espressione alle Hawaii avete a che fare con una persona che sta dando a voi o a qualcun altro dello smemorato. Per essere più precisi chi utilizza questa espressione vuole indicare l'atto di fare ordine nella propria testa per cercare di capire dov'è la cosa che si sta cercando.

8. Dépaisement: i francesi utilizzano questo termine per indicare il senso di disagio che si prova in una nazione diversa dalla propria. In poche parole: la sensazione di non sentirsi a casa.

9. Goya: questa parola che viene dall'Asia Meridionale indica l'atto dell'immedesimarsi in una storia quando qualcuno la racconta con particolare enfasi. Dunque se volete comunicare questa sensazione utilizzate la lingua urdu.

10. Mangata: questa parola ci porta in un contesto romantico. Immaginate di essere al mare di notte. Cosa vedete? La luna che si riflette nell'acqua. In Svezia basta dire una parola per descrivere questa immagine fantastica.

11. Culaccino: l'ultima parola di questa serie viene proprio dalla nostra lingua. Questo termine italiano non può essere tradotto in nessun altra lingua ed indica il segno lasciato da un bicchiere freddo su un tavolo o qualsiasi altra superficie.

Italia Imbimbo

Leggi anche:

- Traduzione simultanea del telefonino ? Non certo ora

- MIT: un programma informatico per decifrare lingue 'misteriose'

Pin It

Cerca