Huffington post, Lucia Annunziata: “La versione italiana non è una traduzione di quella americana”

Huff Post Italia meeting

L’Huffington post, online nella versione italiana dalla mezzanotte del 25 Settembre, è stato nuovamente oggetto di dibattito con la sua fondatrice Arianna Huffington, che, insieme al direttore italiano Lucia Annunziata e all’ambasciatore statunitense in Italia David Thorne, ha ricevuto giornalisti ed esperti di comunicazione nell’incontro ‘Digital Economy Forum’, organizzato dall’ambasciata Usa in Italia.

Il meeting ha rappresentato l’occasione, oltre che per ribadire gli scopi del sito (Non rifiutiamo il giornalismo tradizionale […] Vogliamo collegarlo alle nuove tecnologie ha sottolineato la Huffington nel discorso iniziale), per discutere sul rapido sviluppo dei ‘Nuovi media’, Internet su tutti, e in particolare sulla situazione italiana, con la quale l’Huff Post si trova da pochi giorni a diversi rapportare.

Ed è stato proprio il confronto tra il modo di fare giornalismo in Usa e in Italia uno degli argomenti più discussi durante il meeting. La versione italiana non è una traduzione di quella americana ha sottolineato a questo proposito Lucia Annunziata, a cui ha fatto eco Arianna Huffington: “Le versioni di Huff Post di altri paesi non sono un export degli Usa. Esportiamo la tecnologia e l’idea, ma […] l’edizione italiana è portata avanti da giornalisti italiani, cultura italiana, politica italiana”.

Il direttore ha anche confessato a questo proposito le sua iniziale incertezza sul futuro di Huff Post in Italia, un paese con una tradizione giornalistica totalmente diversa. Su questa incertezza però, ha precisato, si basa la sua curiosità, che l’ha spinta ad accettare l’incarico.

E a proposito di versione italiana, c’è stato anche chi ha fatto notare come questa edizione di Huffington Post sia la prima in una lingua non internazionale (come invece sono l’inglese, il francese o lo spagnolo), cosa che potrebbe limitare l’audience del prodotto mediatico. “Ma il 52 per cento degli italiani su Internet è più della metà della popolazione italiana. Sono molte persone. Non avremo problemi su questo” la risposta della Annunziata.

L’uso di Internet come mezzo di informazione, l’altro nodo cruciale dell’incontro. “Come potrete garantire la qualità delle informazioni?” hanno chiesto alcuni giornalisti presenti in sala. Huff Post nasce come blog, “per dare voce a chi voce non ne ha”, ma ora è un prodotto giornalistico vero e proprio. “Bisogna fidarsi del giornalismo […] Il giornalismo è una professione […] É necessario scegliere i giornalisti, prepararli, e farli crescere nel web” ha replicato il direttore. D’altronde la stessa Huffington, nel discorso iniziale aveva ribadito che la qualità dell’informazione era garantita dal fatto che sul sito non possono scrivere tutti di tutto.

I media sono un ecosistema –ha risposto la Annunziata a chi le chiedeva come si pone Internet nei confronti della vecchia guardia del fare informazione- Per la mia esperienza nessun mezzo di comunicazione ha mai ucciso un altro”. II web come uno dei “Nuovi media”, quindi. Né più, né meno. Con la responsabilità del 2.0 però, come ha concluso l’ambasciatore, rispondendo ad una domanda in sala: “Internet è democrazia o propaganda?”. Dipende da voi.

Roberta De Carolis

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