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Una scoperta senza precedenti quella annunciata da Michel Mayor dell'Università di Ginevra nel corso della conferenza Extreme Solar Systems in corso negli Usa: 50 nuovi esopianeti, ossia pianeti situati al di fuori del nostro sistema solare, sono stati scoperti dallo spettrografo HARPS, di cui è dotato il telescopio dell'Osservatorio ESO di La Silla, in Cile.

pianeta_abitabile

Scoperto ancora un pianeta potenzialmente abitabile, simile alla Terra. A notarlo è stato un gruppo di studiosi tedeschi, guidati da Lisa Kaltenegger del Max-Planck Institut fur Astronomie di Heidelberg. La notizia, data da Dan Vergano su Usa Today, si riallaccia alle altre riguardanti ad esempio Gliese 581d, altro pianeta dalle caratteristiche affini a quelle della Terra, dunque in grado almeno teoricamente di ospitare la vita.

Aurore_altri_pianeti

Le aurore sono indubbiamente dei fenomeni naturali molto spettacolari, e forse ancor di più quelle che avvengono sugli altri pianeti. Alcuni ricercatori dell’Harvard Smithsonian Centre for Astrophysics hanno effettuato una simulazione fondata su un modello che cerca di prevedere le possibili conseguenze su un pianeta gigante gassoso che orbita molto vicino alla sua stella, come molti dei pianeti extrasolari finora individuati.

gliese581d

Trovare un pianeta simile al nostro, che possa avere le condizioni adatte alla vita è una possibilità sempre più reale. Lo è ancora di più grazie alla scoperta del pianeta Gliese 581d, la cui temperatura, secondo gli esperti, sarebbe adatta a manterene l'acqua allo stato liquido.

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Un team internazionale di astronomi ha rivelato i dettagli del pianeta extrasolare più denso mai scoperto: il suo nome è 55 Cancri E, dal nome della sua stella madre, ha un diametro del 60 percento più grande di quello della Terra ma è 8 volte più massiccio. Due volte più denso della Terra (e quasi più denso del piombo) è il pianeta solido e più denso ad oggi conosciuto, secondo il team di astronomi del Massachusetts Institute of Technology (MIT), la University of British Columbia (UBC), l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e l’Università della California a Santa Cruz (UCSC).

universo

Mentre Keplero continua a setacciare il cielo in cerca di nuovi pianeti, dal Galles arriva un metodo alternativo per scrutare l’universo: i Lofar. Se infatti fino ad oggi la variazione della luminosità delle stelle era il solo modo (o quasi) di individuare corpi sconosciuti nello spazio, con radiotelescopi potenti come i Lofar, appunto, è possibile catturare le onde elettromagnetiche emesse dalle aurore boreali di esopianeti.

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Potrebbero essere 1.235 i potenziali pianeti con caratteristiche tali da renderli in grado di ospitare vita aliena. Dopo essere stati fotografati dalla missione Kepler della Nasa, si è proceduto a farne una sorta di censimento in base alle loro dimensioni. In pratica, si tratta di un programma che ha individuato mondi alieni; il progetto si proponeva di misurare la luminosità delle stelle nel loro momento di transito planetario.

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