Esopianeti: nel 2013 potrebbe essere individuato il primo "gemello della Terra"

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Gli astronomi sostengono che il 2013 potrebbe essere l'anno in cui verrà individuato il primo pianeta alieno simile alla Terra. Mentre negli ultimi anni sono stati individuati pianeti extrasolari che hanno in comune con il nostro pianeta le caratteristiche chiave per la presenza di vita, una vera e propria "Terra aliena” non è ancora stata trovata.

"Sono molto positivo del fatto che il primo gemello della Terra verrà scoperto l'anno prossimo", ha dichiarato in un'intervista a Space.com Abel Mendez, del Planetary Habitability Laboratory presso l'Università di Arecibo, a Porto Rico. E Geoff Marcy, un veterano cacciatore di pianeti presso l'Università della California di Berkeley, ha fatto eco all'ottimismo del collega Mendez. "Il primo pianeta con una dimensione misurata, un'orbita e un flusso incidente stellare adatto alla presenza di vita è probabile che sarà annunciato nel 2013".

Gli astronomi hanno scoperto il primo pianeta extrasolare ad orbitare intorno a una stella simile al Sole nel 1995. Da quel momento in poi, hanno individuato più di 800 mondi oltre il nostro sistema solare e sono molti i candidati in attesa di una conferma da parte delle osservazioni effettuate. Il prolifico telescopio spaziale Keplero, ad esempio, ha segnalato fino ad oggi oltre 2.300 potenziali pianeti in meno di tre anni. Solo cento di quei 2.300 sono stati finora confermati, ma gli scienziati della missione stimano che almeno l'80 per cento finirà per esserlo. Nel corso del tempo, i nuovi strumenti e i cacciatori di pianeti hanno affinato le loro tecniche, consentendo la scoperta di piccoli e lontani pianeti orbitanti.

Un pianeta, per recare tracce di vita, deve trovarsi all'interno della zona abitabile della stella. Qui, ad una distanza idonea, l'acqua può esistere in forma liquida e, forse, anche la vita come noi la conosciamo. Nessuno dei mondi finora trovati, tuttavia, può essere considerato un vero gemello della Terra. Tutti questi pianeti individuati, infatti, orbitano troppo vicino alle loro stelle per essere adatti alla vita. Ma è solo una questione di tempo.

Mikko Tuomi, della University of Hertfordshire, in Inghilterra, e coautore dello studio, ha affermato che ci sono circa 200 miliardi di stelle che ospitano almeno 50 miliardi di pianeti. "Supponendo che 1:10.000 sono simili alla Terra, avremmo 5 milioni di tali pianeti", ha spiegato Tuomi.

I possibili effetti sull'umanità. Gli esperti sostengono che una volta confermata la presenza di un gemello della Terra, è probabile che ciò avrà un effetto profondo per l'umanità. "Noi esseri umani cercheremo nel cielo notturno, ancor di più di quando volgiamo lo sguardo al vasto oceano. Sapremo che l'oceano cosmico contiene miliardi di isole e di continenti, in grado di supportare sia la vita primitiva che intere civiltà", ha dichiarato Marcy. Ed ha aggiunto: “I piccoli passi per l'umanità saranno un passo da gigante per la nostra specie” e l'aggiunta di sonde robotiche verso le stelle più vicine "costituirà la più grande avventura che l'homo sapiens abbia mai tentato".

Federica Vitale

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