Asteroide contro la Terra a settembre: facciamo chiarezza

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Un asteroide colpirà la Terra la prossima settimana. Quante volte abbiamo sentito annunci di questo tipo? Da tempo gira voce (finora priva di fondamento) della presunta minaccia che potrebbe arrivare dallo spazio: una grande roccia che potrebbe colpire il pianeta tra il 15 e il 28 settembre. Ma cosa c'è di vero?

Ben poco a detta della Nasa che ha già assicurato che qualora ci fosse una simile minaccia, gli strumenti l'avrebbero già rivelata.

Ci sarà un impatto violento nei pressi di Puerto Rico, che distruggerà le coste atlantiche, degli Stati Uniti e del Messico, così come il Centro e Sud America. Questa è la voce ormai diventata virale e smentita dalla Nasa.

“Non vi è alcuna base scientifica - non uno straccio di prova - che un asteroide o qualsiasi altro oggetto celeste avrà un impatto sulla Terra in quelle date,” ha dichiarato Paul Chodas, direttore del Near-Earth Object della Nasa presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California.

Nel 2011, il giorno del giudizio era stato annunciato a causa dell'arrivo della cometa Elenin. L'anno dopo a dominare le teorie catastrofiste fu la profezia del calendario Maya, con una presunta fine il 21 Dicembre 2012. Arrivarono poi gli asteroidi 2004 BL86 e 2014 YB35, fortemente temuti perché, si diceva, le loro traiettorie li avvicinavano pericolosamente alla Terra. Ma i loro passaggi ravvicinati a gennaio e marzo furono senza conseguenze.

“Anche in questo caso, non vi è alcuna prova esistente che un asteroide o qualsiasi altro oggetto celeste è su una traiettoria che avrà un impatto con la Terra”, ha detto Chodas.

A fare chiarezza è stato anche uno scienziato dell'University of Central Lancashire, il professor Robert Walsh secondo cui ogni giorno la Terra è raggiunta da un centinaio di tonnellate di materiale extraterrestre. Tuttavia, la maggior parte di questi detriti brucia a contatto con l'atmosfera del pianeta. Quelli che ce la fanno ad arrivare a terra sono i meteoriti.

“Dato che oltre il 70 per cento del nostro pianeta è coperto di acqua, molti passano inosservati”.

Spiega lo scienziato che gli asteroidi sono le briciole rocciose rimaste dopo la formazione dei pianeti nel nostro sistema solare. Gran parte si trova in un enorme anello noto come cintura di asteroidi tra Marte e Giove. Altri però si trovano al di fuori della fascia principale degli asteroidi.

“Tre gruppi (chiamati Aten, Amors, e Apollo), sono quelli che più ci preoccupano qui sulla Terra”.

Secondo l'Earth Impact Effect Programme dell'Imperial College di Londra, le velocità di impatto tipiche sono 17 km/s per gli asteroidi e 51 km/s per le comete.

Ciò non significa che la Terra non corre alcun rischio. Ricorda Walsh che il nostro pianeta ha subito impatti distruttivi, come quello che potrebbe aver provocato l'estinzione dei dinosauri. O ancora quello che nel 2013 colpì la cittadina russa di Chelyabinsk, in Siberia.

“Il risultato potrebbe essere ancora più devastante se questo tipo di evento si ripetesse sopra i centri abitati di maggiori dimensioni come Londra, New York o Pechino”.

Francesca Mancuso

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