Asteroidi in avvicinamento: le Nazioni Unite presentano un piano di difesa

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Il comitato delle Nazioni Unite, la scorsa settimana, si è riunito per approvare un nuovo piano che abbia l'obiettivo di prevenire eventuali minacce al pianeta causate da potenziali impatti con asteroidi. Secondo quanto si legge sulla rivista Scientific American, l'impostazione del progetto prevede una serie di misure volte a difendere la Terra da tali corpi rocciosi.

All'inizio di quest'anno, lo ricordiamo tutti, un meteorite si è schiantato sopra la città russa di Chelyabinsk, ferendo 400 persone. Evento che ha reso plausibile il pericolo. Un gruppo di scienziati e di ex astronauti, dunque, si è riunito presso il Museo Americano di Storia Naturale per affrontare la questione. Si è sottolineato il fatto che la maggior parte degli osservatori impegnati nel monitoraggio di questi oggetti non dovrebbero trascurare il fatto che un oggetto relativamente piccolo possa rappresentare una reale minaccia. "A Chelyabinsk è stata sfortuna", ha detto l'ex astronauta Ed Lu. "Se si viene colpiti ancora fra 20 anni, non è sfortuna ma stupidità".

La quarta commissione dell'Assemblea Generale ha accolto con favore la raccomandazione della Commission on the Peaceful Uses of Outer Space (COPUOUS) per impostare una serie di gruppi internazionali con lo scopo di avviare un sistema di preallarme contro questi asteroidi. L'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari spaziali ha fornito maggiori dettagli sulle raccomandazioni della proposta per l'Assemblea Generale. Queste sono il frutto di un lavoro pluriennale svolto nell'ambito di un gruppo di lavoro.

Secondo tale progetto, occorre prevedere due meccanismi internazionali. Innanzitutto, una rete internazionale di allarme di eventuali asteroidi che comprende un ampio spettro di organizzazioni per la scoperta, il monitoraggio e la caratterizzazione di potenziali oggetti vicini alla Terra (NEOs). Elaborare osservazioni dei NEOs e raccomandare i criteri per la notifica delle minacce sono alcuni tra gli obiettivi di questa rete. Le pertinenti organizzazioni internazionali, i programmi e le agenzie nazionali e internazionali di risposta alle catastrofi, al fine di studiare e pianificare le attività di emergenza, avranno funzioni chiave stabilite da tale rete.

Inoltre, sarà stabilito dagli Stati membri delle Nazioni Unite un gruppo di pianificazione delle missioni spaziali. L'obiettivo principale di questo gruppo è quello di tracciare un quadro, una timeline e le opzioni per l'avvio e l'esecuzione di attività spaziali, nonché promuovere la collaborazione internazionale in materia di ricerca e di tecniche per schivare i NEOs.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha formalmente accettato e implementato queste raccomandazioni. E, nel caso un oggetto dovesse costituire un reale pericolo per il pianeta, si dovrà procedere a coordinare una missione per lanciare un veicolo spaziale, appositamente progettato per abbattere in movimento l'asteroide e sviarlo dal percorso che lo porta verso la Terra. Purtroppo, il piano non prevede attualmente l'assistenza delle United Nations Platform for Space-based Information for Disaster Management and Emergency Response (UN-SPIDER), ossia l'ente per la gestione dei pericoli imminenti.

Il ruolo delle Nazioni Unite nella prevenzione di una eventuale estinzione di massa è stato discusso da un'associazione di esploratori spaziali (ASE). Gli esperti vorrebbero promuovere il lancio di un nuovo telescopio spaziale privato per localizzare l'avvicinamento di questi oggetti. La Fondazione B612, co-fondata dai membri dell'ASE e dall'ex astronauta dell'Apollo Rusty Schweickart, è attualmente impegnata nella raccolta di fondi di donatori privati. L'obiettivo è quello di lanciare il telescopio spaziale a infrarossi, soprannominato il Sentinel. La speranza, quella di raccogliere i 450 milioni dollari necessari per la missione, entro il 2017.

Nonostante l'evidenza che lo spazio rappresenti un rischio reale per l'umanità, gli ultimi anni non sono stati generosi per l'esplorazione spaziale da parte degli Stati Uniti. La proposta di diminuire il bilancio complessivo della Nasa da parte del presidente Obama, nel 2012, ha incontrato un altro calo marginale in quello proposto nel 2013.

Federica Vitale

Image Credit: Telegraph.co.uk

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