Ideata la prima "macchina del tempo" che collega universi paralleli tramite i buchi neri

Viaggi nel tempo

Interstellar aveva ragione, o meglio, aveva ragione Einstein. I buchi neri rappresentano dei “passaggi segreti” per andare da un Universo ad un altro che vive in un tempo diverso. L’Università di Napoli Federico II ha realizzato un prototipo basato sul grafene, microscopico ma funzionale, di macchina del tempo. Ancora molto “rudimentale” e ben lontano dalle promesse della fantascienza, ma sulla via giusta.

L’esperimento condotto da un team internazionale tra cui figura Salvatore Capozziello di Napoli, presidente della Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione, ha realizzato un micro dispositivo costituito da due lastre di grafene interconnesse da un tubo di dimensioni nanometriche che rappresenta il buco nero.

L’idea era proprio quella di simulare su scala estremamente ridotta, e sicuramente molto semplificata rispetto a quello che accade davvero nell’Universo, il paradosso dei buchi neri, che assorbono tutta l’energia che incontrano senza restituirla, una violazione del principio della termodinamica sulla conservazione dell’energia.

La struttura ottenuta in realtà è neutra e stabile, perché non accoglie né emette nulla. Quando però viene perturbata, ovvero gli vengono applicati artificialmente dei difetti, si osservano correnti in entrata e in uscita.

grafene buco nero2

Foto credits: rielaborazione da arXiv

A livello cosmico il “difetto” è proprio l’avvicinamento della navicella spaziale, in grado di generare correnti energetiche con le quali trasmettere informazioni da una parte all’altra, inclusa la materia, “scavalcando” il muro che divide Universi paralleli, che vivono in spazio-tempi diversi.

Fantasia? Beh, sicuramente l’esperimento è ben lontano dall’essere una macchina del tempo. Non possiamo di certo immaginare possibile ora, ma nemmeno a breve scadenza, uomini inviati come fax tra un Universo e l’altro come raccontava Michael Crichton in ‘Timeline – Ai confini del tempo”.

É anche vero tuttavia che teorie astratte come questa sembrano avvicinarsi sempre di più alla concretezza, rendendo possibile pensare ad applicazioni tecnologiche, pur futuristiche, prima nemmeno ipotizzabili, permettendoci di aprire porte su un futuro nuovo e potenzialmente rivoluzionario.

Forse non è del tutto vero quello che diceva Cartesio “Penso, quindi sono”, forse non esiste e non possiamo creare tutto quello che pensiamo. Ma sicuramente non potremmo mai dare vita a qualcosa che non possiamo nemmeno immaginare.  

Il lavoro è riportato sul sito arXiv e in via di pubblicazione sulla rivista internazionale International Journal of Modern Physics D.

Roberta De Carolis

Seguici su Facebook, Twitter e Google +

LEGGI anche:

- Onde gravitazionali e buchi neri: la scoperta apre le porte a un mondo nuovo. Intervista a Licia Troisi

- Fotovoltaico: le finestre del futuro produrranno energia grazie al grafene che si 'spruzza'  

Il viaggio nel tempo? Si, ma solo verso il futuro 

 

Pin It

Cerca