Missione Juno: il 4 luglio la sonda incontra Giove

sonda juno

Conto alla rovescia per l’incontro ravvicinato con Giove: il 4 luglio prossimo la sonda Juno della Nasa, dopo aver percorso 500 milioni di chilometri, si avvicinerà al Sistema solare per studiarne le aurore e raccogliere i dati che ricostruiscano la storia del nostro Pianeta.

L’operazione è stata realizzata tramite tecniche di progettazione che hanno consentito di alimentare la sonda con pannelli fotovoltaici, in grado di massimizzare e convertire in energia i raggi solari.

L’Italia collabora alla missione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Due strumenti della sonda lanciata nel 2011 sono infatti italiani. Nello specifico, lo spettrometro a infrarossi Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo - Finmeccanica e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator), costruito da Thales Alenia Space Italia.

Dopo un viaggio lungo 5 anni la sonda accenderà per 35 minuti il suo motore principale per entrare nell’orbita del gigante gassoso. Programmata per raccogliere dati per sei anni, Juno sarà esposta a una quantità di radiazioni equivalente a quella di 100 milioni di radiografie.

Juno cercherà di dare un quadro più completo del Pianeta: sono previsti 37 avvicinamenti che lo porteranno a sfiorare Giove più di quanto abbia mai fatto qualsiasi altro veicolo spaziale.

Scenderà al di sotto delle nubi, si immergerà nella magnetosfera e nelle sue aurore polari così da misurare l'abbondanza di acqua nell'atmosfera, di studiare il movimento dei fluidi, mappare i campi gravitazionale e magnetico del Pianeta e indagare sulla sua struttura interna.

Sulla sonda ci sarà anche una placca dedicata a Galileo Galilei, lo scienziato che ha descritto per la prima volta le quattro lune di Giove.

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