Sagittarius A, un buco nero per viaggiare nel tempo?

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Una nuova ricerca suggerisce l'ipotesi che, al centro della Via Lattea, possa esservi un cosiddetto wormhole, ovvero un passaggio spazio/temporale verso un altro universo. La teoria si deve a due scienziati dell'Università di Shanghai, l'italiano Cosimo Bambi e il cinese Zilong Li.

I due scienziati sostengono che la nostra galassia ospiti al centro un buco nero supermassiccio, chiamato Sagittarius A*. Si tratterebbe di un oggetto con una massa quattro milioni di volte quella del Sole. L'emissione intensa di radiazione emanata da questo oggetto, combinata con l'influenza che emette sul moto dei corpi celesti adiacenti, ha portato gli astrofisici a questa conclusione.

Sagittarius A*, dunque, potrebbe essere una sorta di passaggio spazio/temporale che ha avuto origine subito dopo il Big Bang. Attorno ad esso si è poi formata la nostra galassia. I wormholes, oltre ad essere "scorciatoie" nella struttura dello spazio e del tempo, collegano anche punti lontani sia nello stesso universo o anche in universi differenti.

L'ipotesi che un wormhole possa esistere al centro della nostra galassia non è nuova. La sua presenza è associata a “disturbi” quantici, verificatisi nel corso dei primi “vagiti” dell'Universo e sopravvissuti dopo l'era dell'inflazione cosmica, ossia quando l'universo ha visto aumentare le proprie dimensioni di diversi ordini di grandezza.

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Un wormhole nel centro della Via Lattea potrebbe effettivamente risolvere l'annoso problema relativo alla sua formazione. Molti scienziati ritengono che la formazione delle galassie richieda la presenza di un buco nero supermassiccio, atto a stabilizzare la struttura galattica grazie alla sua attrazione. Tuttavia, la creazione di un buco nero gigante richiede molto tempo rispetto all'età di alcune delle galassie che possiamo osservare.

La domanda da porsi, quindi, è: è possibile determinare se Sagittarius A* sia un buco nero o un wormhole? La risposta, secondo la ricerca di Zilong Li e Cosimo Bambi, sembrerebbe affermativa. Il fatto che un wormhole sia molto più piccolo di un buco nero è il punto fondamentale della loro teoria. I due scienziati, infatti, sostengono che il materiale surriscaldato che viene fatto ruotare ad alta velocità attorno ad un buco nero ha una forma diversa rispetto a quella che volteggia attorno ad un "tunnel". Gli scienziati, infatti, hanno anche calcolato la differenza di emissione di radiazione infrarossa della zona circostante grazie alle simulazioni al computer. Sarebbero questi gli strumenti idonei ad aiutare gli astronomi a decidere sulla natura del Sagittario A* nei prossimi anni.

Per ora, questa distinzione non è realizzabile, poiché non vi è alcuna infrastruttura tecnica per effettuare l'osservazione di Sagittarius A* nella lunghezza d'onda infrarossa. Ma il Very Large Telescope, nel deserto di Atacama, in Cile, avrà presto questa caratteristica, fornendo risposte ai ricercatori sul passato della nostra galassia.

Federica Vitale

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