Teoria del Big Bang confermata: ascoltati i vagiti dell'universo

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Subito dopo il Big Bang, l'universo ha iniziato ad espandersi. Se finora si parlava solo di ipotesi adesso potrebbe essere una certezza. L'atteso annuncio dato ieri dagli scienziati dell'Università di Harvard potrebbe rivoluzionare le conoscenze scientifiche sui primi momenti di vita dell'universo e su cosa accadde subito dopo. In una sola parola: inflazione.

Secondo le ipotesi più accreditate, confermate dalle osservazioni, il nostro universo nacque 13,8 miliardi anni fa: è il Big Bang, il momento in cui esso iniziò ad espandersi (inflazione) a partire da una condizione iniziale estremamente calda e densa. E ad Harvard sarebbero state trovate le prove dell'inflazione. I segni rivelatori di quel momento fugace e lontano della storia del nostro universo sono impressi nei cieli, in una “reliquia” chiamata radiazione cosmica di fondo.

Recentemente, questa teoria di base sull'universo era stata nuovamente confermata dal satellite Planck, la missione dell'Agenzia Spaziale Europea. Lo strumento, meno di un anno fa, riuscì a scorgere la luce più vecchia luce del nostro universo, impressa nel cielo quando aveva solo 380.000 anni.

Ma i ricercatori hanno a lungo cercato la prova più diretta dell'inflazione sotto forma di onde gravitazionali che si muovono nello spazio come farebbe uno tsunami. Per farlo, si sono cimentati nel cosiddetto esperimento Bicep2 grazie al quale hanno avuto la possibilità di rilevare in maniera indiretta le onde gravitazionali. Esse sono partite una frazione di secondo dopo il Big Bang, hanno poi attraversato la radiazione fossile e lasciato impresso in essa un segnale particolare, la “polarizzazione di modo B”.

Di che si tratta? La luce può polarizzarsi su superfici come ad esempio una macchina o un bacino d'acqua. Un esempio a noi noto è quello degli occhiali da sole polarizzati che respingono la luce polarizzata per ridurre i riflessi. Nel caso della radiazione cosmica di fondo, la luce dispersa dagli elettroni diventa leggermente polarizzata.

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Le piccole fluttuazioni quantistiche sono state amplificate fino a dimensioni enormi dall'espansione inflazionistica dell'universo. Sappiamo che questo produce un altro tipo di onde chiamate onde di densità ma abbiamo voluto verificare se venivano prodotte anche le onde gravitazionali,” ha detto il co-leader del progetto Jamie Bock del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, che ha sviluppato la tecnologia del rivelatore Bicep2.

Il team di Bicep2 ha accettato la sfida di rilevare la polarizzazione di modo B mettendo insieme i massimi esperti del settore, sviluppando una delle più complesse tecnologie nel miglior sito di osservazione sulla Terra, al Polo sud. Qui infatti, l'aria è secca e fredda: “Il Polo Sud è il luogo più vicino allo spazio rimanendo ancora sulla Terra”, ha detto John Kovac dell'Harvard - Smithsonian Center for Astrophysics , leader della collaborazione BICEP2. “È uno dei luoghi più aridi e più limpidi sulla Terra, perfetto per osservare le deboli microonde del Big Bang”.

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Come risultato degli esperimenti condotti dal 2006, il team è stato in grado di produrre prove convincenti del B-mode, e con esso, la prova più valida dell'inflazione cosmica.

Francesca Mancuso

Foto: Cfa-Harvard

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