Scritto da Francesca Mancuso
Le stelle? Camminano in coppia, soprattutto quelle massicce, da cui dipende l'evoluzione stessa delle galassie. Lo ha scoperto un nuovo studio condotto dagli scienziati dell'University of Amsterdam, in Olanda, basandosi sui dati forniti dal Very Large Telescope dell'Eso.
Secondo la ricerca, quasi tre quarti delle stelle di tipo O, cioè quelle con temperature, massa e luminosità tutte molto elevate hanno una stella compagna vicina. Felice vita di coppia? Non proprio. La maggior parte di questi sistemi binari è soggetto ad un'interazione distruttiva che comporta il trasferimento di massa da una stella all'altra. E la loro fine è segnata: un terzo di esse probabilmente diventerà una stella singola. Si tratta delle cosiddette stelle "vampiro", in cui il corpo più piccolo attraer dalla superficie della compagna più grande grandi quantità di materi o lampi di luce gamma. Tuttavia, queste stelle hanno una vita piuttosto breve ma molto violenta e per questo hanno un ruolo di primo piano nell'evoluzione delle galassie.
Gli astronomi olandesi hanno studiato un campione di 71 stelle di tipo O singole o in coppie (binarie) in sei ammassi stellari giovani e vicini nella Via Lattea. Analizzando in dettaglio la luce proveniente da tali corpi, gli scienziati hanno notato che circa il 75% di tutte le stelle O si trova in sistemi binari, percentuale maggiore di quanto si pensasse finora.
"Queste stelle sono dei veri colossi", ha spiegato Hugues Sana dell'University of Amsterdam, autore principale dello studio. "Sono almeno 15 volte più massicce del Sole e possono essere anche un milione di volte più brillanti. Queste stelle sono così calde che la loro luce è bianco-azzurra e la temperatura superficiale supera i 30 000 gradi Centigradi."
Tra esse molte si trovano molto vicine e possono interagire per mezzo di fusioni stellari o trasferimento di massa da parte delle cosiddette stelle vampiro. Ma in che modo esse possono influenzare l'evoluzione delle galassie?
Secondo quanto spiega l'Eso in una nota, le stelle di tipo O sono meno dell'1 per cento di quelle dell'intero universo. Tuttavia, a causa dei fenomeni violenti ad esse associati hanno un effetto molto grande sul loro ambiente. Come? In primo luogo, i venti e le onde d'urto da essi provocati possono favorire ma al tempo stesso bloccare la formazione di altre stelle. Poi, la loro radiazione illumina le nebulose brillanti e le loro supernovae arricchiscono le galassie con gli elementi pesanti cruciali per la vita e sono associate ai lampi di raggi gamma, i fenomeni più energetici dell'universo.
"La vita di una stella dipende moltissimo dall'essere vicina o meno a un'altra stella" ha spiegato Selma de Mink dello Space Telescope Science Institute, USA, co-autrice dello studio. "Se due stelle sono su un'orbita molto stretta possono a un certo punto fondersi. Ma anche se non lo fanno, spesso una stella strapperà materia dalla superficie della vicina".
Mentre finora gli astronomi erano convinti che le stelle massicce in sistemi binari in orbita stretta fossero una vera rarità, il nuovo studio ha dimostrato che esse non solo sono comuni ma hanno anche una vita ben diversa da quelle delle stelle singole.
Nel caso delle stelle vampiro, la stella che ha una massa inferiore, ringiovanisce attraendo a sé l'idrogeno dalla compagna. In questo modo, la sua massa aumenta notevolmente e di conseguenza la stella vive più a lungo della compagna.
Lo studio è stato pubblicato oggi su Science.
Francesca Mancuso