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Suoni extraterrestri: ecco cosa si sente nell'universo

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Qual è il rumore dello scrosciare di una cascata su Titano? Un tuono su Marte romba come sulla Terra? E la nostra voce, su un altro pianeta, avrebbe lo stesso suono? Nonostante anni e anni di esplorazioni spaziali ci abbiano fornito milioni di immagini da ogni angolo del Sistema Solare, l’uomo non è ancora riuscito a captare suoni provenienti da altri mondi.

Adesso, però, dall’Inghilterra arrivano notizie molto interessanti: grazie alla matematica e alla fisica, infatti, un team dell’Università di Southampton è riuscito ad allestire una vera e propria galleria di suoni extraterrestri.

Abbiamo applicato la fisica in modo rigoroso, tenendo conto delle atmosfere, delle pressioni e della dinamica dei fluidi”, ha spiegato il leader del gruppo, Tim Leighton, professore all’Istituto di ricerca sui suoni e le vibrazioni dell’Università di Southampton.

Abbiamo scoperto ad esempio - ha aggiunto Leighton - che su Venere il timbro della nostra voce diventa molto più basso, perché la sua densa atmosfera fa sì che le corde vocali vibrino più lentamente. Al tempo stesso, su Venere la velocità del suono è molto superiore a quella che ha sulla Terra, il che induce il nostro cervello ad immaginare che la persona che parla sia più minuta di quanto effettivamente non sia. Così, ascoltando qualcuno parlare, tendiamo ad immaginarci una persona piccola e dal tono basso, come se gli umani, su Venere, diventassero dei Puffi con la voce cavernosa”.

Il concerto dei suoni extraterrestri sarà parte dello show “Flight through the Universe”, in programma fino a domani 13 aprile presso il Planetario Astrium dello Science Centre InTech, vicino a Winchester, il più grande dell’intera Inghilterra.

Antonino Neri

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