Lhc: la rincorsa del Cern per spiegare il Bosone di Higgs

bosone cern

Ginevra, Cern. Il Large Hadron Collider, il famoso acceleratore di particelle si appresta a diventare ancora più potente. Per il 2012, infatti, è stato annunciato che l'energia dei suoi fasci sarà elevata da 3.500 a 4.000 miliardi di elettronvolt (da 3,5 a 4 TeV) per fascio. Un incremento di 0,5 TeV, prima che il lavoro dell'Lhc venga interrotto per 20 mesi, per prepararsi ad un obiettivo più ambizioso: raggiungere 7 TeV per fascio.

Quello appena trascorso è stato un ottimo anno per l'Lhc. Lo scorso mese di dicembre, in particolare, due ricercatori italiani, Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, avrebbero contribuito a fotografare grazie ai due rilevatori Atlas e Cms il famoso Bosone di Higgs, durante uno degli scontri ad altissima energia tra protoni realizzati proprio grazie all'LHC, col suo anello di 27 km di circonferenza.

Nel corso dei prossimi mesi, intanto, gli scienziati del Cern saranno al lavoro per studiare la grande quantità di dati prodotta dagli ultimi esperimenti. Il Cern ha dunque reso note le strategie per ottimizzare il lavoro dell'Lhc al fine di fornire la massima quantità possibile di dati nel 2012 prima che venga arrestato. Come si legge su Wired.co.uk, l'energia di collisione utilizzata per il nuovo ciclo di esperimenti sarà innalzata del 14% rispetto all'anno precedente.

L'attesa adesso è per il 2015, quando dopo un lungo periodo di stop, l'Lhc tornerà più potente che mai a caccia di particelle. "Quando abbiamo iniziato ad utilizzare l'Lhc per la fisica nel 2010, abbiamo scelto la più bassa energia sicura del fascio" ha detto il direttore del Cern per gli acceleratori, Steve Myers. "Due anni buoni di esperienza operativa con il fascio e molte altre misurazioni effettuate nel corso del 2011 ci danno la fiducia necessaria per muoverci in sicurezza, e quindi estendere la fisica agli esperimenti prima di fermarci con l'Lhc".

Le eccellenti prestazioni dell'Lhc nel 2010 e nel 2011 hanno fatto nascere la consapevolezza di poter andare avanti nel settore della fisica, in particolare restringendo la gamma delle masse a disposizione della particella di Higgs ad una finestra di soli 16 GeV. All'interno di questa finestra, sia gli esperimenti ATLAS e CMS hanno visto indizi secondo cui un Bosone di Higgs potrebbe esistere nel range di massa 124-126 GeV. Tuttavia, secondo il Cern, per escludere del tutto il modello standard delle particelle di Higgs, è necessario fermarsi almeno per un anno, per prepararsi alla mega-corsa di 7 TeV.

"Nel momento in cui l'Lhc entrerà nella sua fase di stallo alla fine di quest'anno, noi provvederemo ad indagare sulle particelle di Higgs per verificare se esiste o escluderne l'esistenza col Modello Standard" ha spiegato il direttore della ricerca del Cern, Sergio Bertolucci. "Sarebbe un passo importante per la nostra esplorazione della natura perché ci avvicina alla comprensione di come le particelle fondamentali acquisiscano la loro massa, e segna l'inizio di un nuovo capitolo nella fisica delle particelle".

Francesca Mancuso

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