Chandra osserva i buchi neri ai raggi x

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Gli enigmi sono due: come crescono i buchi neri e come si comporta la materia nella loro gravità. A queste domande potrebbero essere utili le osservazioni effettuate sul flusso di gas caldo da parte di Chandra, l’osservatorio a raggi-X della Nasa.

Il buco nero in questione fa parte di una galassia nota come NGC 3115, distante dalla Terra circa 32 milioni di anni. È classificata come galassia “lenticolare”, ossia contenente un disco e un rigonfiamento centrale di stelle, ma senza il tipico modello a spirale rilevabile.

Già in precedenza un’enorme quantità di dati aveva aiutato gli astrofisici a visualizzare il materiale in caduta verso e sui buchi neri. Ma la nitidezza di queste nuove immagini mostrano con chiarezza il flusso di gas caldo presente a diverse distanze da questo buco nero. Gli astronomi, inoltre, hanno potuto osservare il movimento del gas nel momento in cui è dipendente dalla gravità del buco nero e si proietta al suo interno. La distanza dal buco nero è nota come “raggio Bondi”.

I flussi di gas diventano sempre più caldi quanto più si avvicinano in prossimità del buco. Anche la loro luminosità ne viene influenzata. Per gli astrofisici, l’aumento della temperatura del gas avrebbe inizio già a 700 anni luce dal buco nero. Tale distanza suggerisce che nel centro della galassia NGC 3115 abbia una massa di due miliardi di volte quella del Sole. Ciò lo renderebbe il buco nero più vicino rispetto alla Terra, considerando queste proporzioni.

Il mistero centrale dell’astrofisica è svelare perché l’area attorno ad un enorme buco nero possa essere così offuscata sebbene ci sia così tanto materiale da renderla luminosa”, suggerisce il co-autore dello studio Jimmy Irwin. Almeno due possono essere le possibili spiegazioni. Una parte di materiale potrebbe davvero gettarsi all’interno del buco nero piuttosto che fluire nella distanza del raggio Bondi. L’altra possibilità è che la conversione dell’energia in radiazione possa essere meno efficiente di quanto finora supposto.

Per il momento gli astronomi attendono nuove osservazioni da parte di Chandra per realizzare una più precisa determinazione dell’aumento di densità in prossimità dei buchi neri.

Federica Vitale

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