Marte: perché l'uomo non può ancora visitarlo?

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Negli ultimi 50 anni l’uomo ha fatto degli enormi progressi per quanto riguarda l’esplorazione dell’universo. Ma purtroppo manca ancora un passo molto importante e a quanto pare non verrà fatto molto presto. Stiamo parlando del pianeta rosso: Marte. Nonostante abbia inviato in orbita moltissimi robot, sonde e rover per studiare ed analizzare l’affascinante superficie del pianeta, l'uomo non è ancora in grado di mettervi piede. Le motivazioni? Sono di natura diversa e non sempre convincenti.

Iniziamo dai problemi pratici. Colonizzare Marte vorrebbe dire correre dei rischi per quanto riguarda il cibo, l’acqua e l’ossigeno. Sono inoltre da prendersi in considerazione gli effetti deleteri della microgravità ed i potenziali rischi dovuti al fuoco ed alle radiazioni. Un altro fattore pratico da non sottovalutare è la troppa distanza, e di conseguenza l’eccessivo tempo necessario per raggiungere gli aiuti in caso di necessità.

Oltre alle precedenti motivazioni, c’è anche chi sospetta che dietro alla mancata conquista di Marte ci sia una questione politica. Torniamo indietro nel tempo. Il 12 aprile del 1961 l’Unione Sovietica ha lanciato in orbita il cosmonauta Yuri Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio. In quegli anni la corsa alla conquista dell’universo era aperta e vedeva come protagonisti gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica, che contemporaneamente combattevano la guerra fredda. La competizione tra le due grandi potenze si concluse il 20 luglio del 1969 con la missione Apollo della Nasa che portò Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna. Essendo praticamente agli sgoccioli la rivalità politica, anche se la data ufficiale è quella legata alla caduta del muro di Berlino, anche la competizione spaziale terminò. Bill Nyl, direttore esecutivo della Planetary Society, disse in merito:” La guerra fredda è finita”.

Di altra natura sono invece le ragioni esposte da Zubrin, ingegnere aerospaziale americano. Secondo l’esperto è tutta una questione di volontà. Se la paura è quella di esporre gli astronauti alle radiazioni, che portano problemi anche nel lungo periodo, in realtà gli uomini dello spazio ricevono tutta la vita abbondanti dosi di raggi cosmici restando comodamente nella stazione spaziale. Secondo il parere di Zubrin quindi se si aspettano le condizioni perfette per atterrare su Marte, la missione non avrà mai luogo.

Marta Proietti

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